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Comitato Pioppo: “Nel cimitero monumentale 1000 i loculi realizzabili, 260 i decessi annui, non esiste l’emergenza”

Arcidiacono: "A prescindere dall’approvazione della variante al P.R.G., i lavori per ricavare dei posti all’interno del cimitero devono essere fatti ugualmente"

MONREALE – L’emergenza cimiteriale esiste davvero? Se ci soffermiamo al fatto che a deposito ci sono 175 salme e i familiari attendono una dignitosa sepoltura dei loro cari, la risposta è sì. Ma allora un altro cimitero è necessario? Ancora non si sa. L’ago della bilancia potrebbe essere la relazione che va a completare le indagini della II Commissione. Di certo, a prescindere dal responso, occorre trovare spazio e soluzioni nel cimitero monumentale.

Da qualche tempo si è tornato a parlare dell’adozione di variante al P.R.G. per la realizzazione di un nuovo complesso cimiteriale in project financing. Come una pallina da ping pong rimbalza da un’amministrazione all’altra. Il progetto, assunto al protocollo comunale quando ancora il sindaco era Di Matteo, è stato accolto dall’amministrazione Capizzi nel 2017 che ha portato in aula la delibera nel 2019, ma la discussione era saltata per assenza del numero legale, dopo l’uscita dall’aula di diversi consiglieri. Nel 2020 la questione torna al vaglio del consiglio comunale.

L’argomento è stato discusso durante l’assemblea cittadina tenutasi ieri a Pioppo, organizzata dalla Consulta della frazione. Presente il sindaco Arcidiacono, gran parte della giunta e diversi consiglieri comunali.

Iniziamo dal perché della scelta di realizzarlo a Piano Renda. A decidere l’area a Pioppo è il progetto presentato dal Consorzio Stabile “Agoraa – Rete di Imprese” S.r.l. che prevede la realizzazione del complesso cimiteriale che si estenderebbe per circa mq 61.164,00.

Ma per il Comitato Pioppo Comune non se ne parla. “Ad Aglisotto c’è un pozzo e un’area boschiva”. Tanto è vero che annunciano di sporgere denuncia se dovesse passare la variante al P.R.G. “I loculi realizzabili nel cimitero di Monreale sono 1000 e la media dei decessi annuali è di 260, quindi non esiste l’esigenza di un nuovo cimitero”. È il dato che hanno rilevato i membri del comitato. “Si vuole creare un business attorno a un bisogno. Inizialmente ci eravamo dichiarati favorevoli a un nuovo cimitero ma non conoscevamo i dati. Siamo stati al cimitero e abbiamo cercato di fare ordine sui numeri. I nostri dati si incastrano e trovano conferma con quelli della II Commissione. Sono 375 i loculi attualmente inagibili, e di questi se ne potrebbero liberare subito 80. Poi ci sarebbero 95 non puntellati che portano una data di sepoltura vecchia di oltre i 40 anni. Poi esistono 10 lotti  di terreno nel cimitero dove si potrebbero realizzare 300 loculi”. Fa eco il consigliere e membro della II commissione Pippo Lo Coco che fa emergere anche una incongruenza dei costi. Parere contrario anche da parte del consigliere Giuseppe La Corte. “Chiedo all’amministrazione di approfondire le verifiche e pubblicare un bando per chiedere un progetto di financing nell’area confiscata alla mafia”.

Sui 1000 posti individuati dal Comitato e sui dati diffusi dal Presidente della II Commissione, Fabio Costantini, appare perplesso l’assessore Geppino Pupella che porta in assemblea dati diversi. “La II Commissione – spiega – ha avuto un documento non completo e in elaborazione. C’è da dire che di quei 375 loculi, facendo i lavori di sistemazione (per un costo di 50 mila euro) se ne potrebbero liberare 80. Nel 2020 possiamo liberarne 180 perché in scadenza, di cui 80 loculi dell’ex Cassa Rurale di Monreale. Quindi, liberabili potenzialmente 260. Altra criticità, mancano le fosse di enumazione e non possiamo estumulare le 45 in giacenza. Nell’attuale cimitero si può realizzare un campo di enumazione per cinque salme. Nei lotti liberi se ne possono realizzare 150”.

Tornando al progetto Pupella spiega che è completo in tutte le autorizzazioni. “La conferenza speciale dei servizi – aggiunge – si è riunita in tre sedute esprimendo parere favorevole. Non c’è vincolo idrogeologico perché la sorgente Aglisotto si trova a monte e non a valle. Il proponente – precisa – è diverso da chi realizzerà l’opera, infatti sarà la società che vincerà l’appalto della gara. La progettazione non la pagherà il comune”.

Ma a risolvere le criticità dei posti – secondo le dichiarazioni date due giorni fa dal presidente della II Commissione, Fabio Costantini e riportate in assemblea da Lo Coco – ci sarebbe la strada dell’ampliamento dell’attuale cimitero monumentale. “Esiste un’area adiacente confiscata alla mafia di circa 10.000 mq”. Sull’ampliamento prende la parola il sindaco Alberto Arcidiacono riportando la sentenza del Tar al ricorso di alcuni privati sull’area limitrofa al cimitero. “Accoglie il ricorso perché fondato e meritevole di accoglimento, l’ampliamento coinvolge un certo numero di fabbricati, alcuni ricadenti nell’aria di ampliamento altri ricadenti nella fascia di rispetto e molti di questi hanno l’abitabilità a partire dal 1962. Inoltre, a distanza di 200 metri dall’aria di ampliamento esiste il pozzo Termini”.

“Pur volendo – aggiunge Arcidiacono- utilizzare delle aree che sono prossime al cimitero, c’è qualcuno che ha detto che è impossibile farlo. A prescindere dall’approvazione o meno della variante al P.R.G., i lavori per ricavare dei posti all’interno del cimitero devono essere fatti ugualmente, perché l’eventuale realizzazione del nuovo cimitero non avviene dall’oggi al domani. Analizziamo insieme i 1000 posti individuati dal Comitato”.

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