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Il cambio di logica c’è stato? Il sindaco Capizzi sostiene di si, e chiede altri cinque anni di mandato (VIDEO)

Monreale, 8 aprile 2019 – Monreale non ha mai riconfermato il sindaco uscente. Un dato che non sembra scoraggiare l’attuale primo cittadino, Piero Capizzi che, giunto al termine del primo mandato, ha deciso di ricandidarsi alla carica di sindaco di Monreale. E, come se non bastasse, dovrà confrontarsi con altri sette candidati. La nostra intervista non può che cominciare dal chiedere un giudizio su questi cinque anni di governo.

D: Sindaco Capizzi, ritiene di avere lavorato così bene durante questo lustro, così da meritarsi la riconferma da parte dei cittadini monrealesi?

R: Se ho lavorato bene o male lo diranno i cittadini il 28 aprile. Ma posso dire di avere dato dei forti segnali di cambiamento rispetto al passato.

D: Lei ha ereditato un comune in predissesto finanziario e lo lascia in dissesto. 

R: La situazione che ho ereditato non è di predissesto finanziario, ma di dissesto. Il piano di riequilibrio, che ha determinato la possibilità di risanare i conti, presuppone uno stato di dissesto strutturale. Nel 2012, quando la precedente amministrazione non è riuscita a riequilibrare il bilancio, il comune era già in una situazione di dissesto finanziario, tanto da non riuscire a garantire i servizi essenziali. La legge prevede la predisposizione di un piano di risanamento, il piano di riequilibrio, che ha come presupposto normativo uno stato di dissesto. Io ho ereditato uno stato di dissesto di 40 milioni di euro.

D: La Corte dei Conti ha bocciato il predissesto e ha parlato di un quadro finanziario ed economico opaco e di rapporti poco lineari e poco chiari con l’amministrazione comunale. 

R: Il nostro è un dissesto assolutamente tecnico, dovuto ad errori commessi sulla base della nuova normativa inserita nel decreto legislativo 118, che ha introdotto l’armonizzazione dei sistemi contabili e ha creato problemi di applicazione delle norme. Il piano prevedeva prescrizioni difficili da attuare. Abbiamo tentato, ma non siamo riusciti ad evitare il dissesto. Ma rispetto ad un piano di riequilibrio che impegnava il comune per 10 anni, con 5 anni di dissesto consegniamo alla città di Monreale un comune in equilibrio finanziario.

D: 5 anni fa Lei ha anticipato un cambio di logica. Conosceva la situazione finanziaria del comune, dato che era un consigliere di opposizione.

R: Ho ereditato una situazione devastante, purché nota, accentuata da fatti imprevedibili, come il fallimento della società d’ambito. Abbiamo affrontato situazioni di emergenza legate alla spazzatura presente in ogni parte della città.

D: Avete avviato la raccolta differenziata con forte ritardo, nel 2017, e solamente in seguito all’imposizione data dal governo regionale.

R: La programmazione della raccolta differenziata era stata fatta da tempo. Abbiamo assegnato appalti di breve durata, nella speranza di ripristinare il servizio con partecipazione pubblica. Non è stato possibile programmare e pianificare quanto nelle nostre intenzioni. Oggi il dato oggettivo è che la differenziata viene fatta, con una percentuale del 40%, a differenza del passato.

D: Cinque anni fa prometteva uno sviluppo economico della città che sarebbe passato dalla realizzazione dell’area artigianale, approvazione del Piano regolatore con l’eliminazione del 30%, assunzione del 50% di manodopera locale nelle ditte che vincono gli appalti pubblici.

R: La legge prevede la clausola sociale. L’abbiamo inserita in tutti gli appalti pubblici. La società che fornisce il servizio di raccolta dei rifiuti ha attinto dal bacino del personale dell’ex ATO. La società dei servizi di parcheggio ha preso personale della precedente ditta. Ma se esistono problemi inerenti il rapporto tra il lavoratore e la ditta possiamo solo verificare il rispetto delle norme di legge. Non possiamo imporre l’assunzione di lavoratori.

Sul piano regolatore abbiamo avuto problemi. Nell’agosto del 2009 la precedente amministrazione ha chiesto al genio civile la restituzione del PRG, per rivederlo in alcune parti. Fino al 2014 sono state rilasciate diverse concessioni edilizie e portati avanti piani urbanistici che hanno modificato strutturalmente il piano regolatore del 2009. Una rivisitazione del PRG avrebbe richiesto un impegno economico e di risorse umane specializzate che non era stato messo in campo.

D: Sul ripristino dei campi del Ranteria 5 anni fa prometteva una soluzione. Non c’è stata, così come non è stato dato seguito alle promesse sull’istituzione di parchi giochi, aree verdi, giardini, o altre aree sportive.

R: In questi giorni abbiano ripreso il vecchio finanziamento del vecchio contratto di quartiere di Aquino che prevedeva la realizzazione di aree verdi e sportive a fondo Pasqualino. Siamo riusciti a riprendere un finanziamento di 100.000 €, e in questi giorni sono in corso lavori per ripristinare l’area di Aquino e per realizzare un campetto e un campo di bocce a fondo Pasqualino.

Per la Ranteria esiste un problema che riguarda l’area di accesso ai campetti. Abbiamo assegnato un incarico ad un legale per un contenzioso aperto con dei privati.

D: In questi cinque anni non sono state attuate attività di promozione turistica. L’UNESCO sembra essere solo un’etichetta. La settimana di Musica Sacra è stata sospesa e poi ripristinata grazie all’intervento della Diocesi. Manca ancora la segnaletica per aiutare i turisti a raggiungere Monreale.

R: I dati sul flusso turistico e sulla presenza nei B&B parlano di crescita. Monreale è una città di cultura. Abbiamo promosso iniziative culturali. La mostra di Van Gogh e la sfilata di Dolce e Gabbana si sono tenute grazie all’intervento dell’amministrazione comunale, e non solo per il contesto favorevole dato dalla presenza del Duomo.

D: A parte questi eventi spot, quale intervento strutturale avete messo in atto?

R: Continuiamo a lavorare con le associazioni presenti sul territorio e che vogliono spendersi per Monreale. È importante intensificare i rapporti e coinvolgere gli operatori che si muovono nel territorio e che lo conoscono meglio di noi. Da questa sinergia la città potrà migliorarsi dal punto di vista del turismo.

D: A Monreale è fortemente sentito il problema della sicurezza. Giorni fa abbiamo pubblicato la foto di carabinieri che bloccavano un presunto spacciatore nella centralissima via Venero.

R: I dati statistici sugli eventi delittuosi parlano di una riduzione sul territorio monrealese.

D: Si è parlato spesso di installare l’impianto di videosorveglianza, ma non è stato mai fatto.

R: Cercheremo di farlo attingendo a finanziamenti regionali.

D: Altri comuni sono riusciti ad ottenerli. Monreale ha presentato la domanda ma è stata bocciata.

R: La domanda non è stata presa in considerazione perché nel 2006 avevamo avuto già un finanziamento. Questo ci ha penalizzato rispetto ad altri comuni.

D: Tanti sui concorrenti fanno riferimento alla necessità di partecipare ai bandi comunitari per attingere a finanziamenti. Perché siete riusciti a farlo con la scuola innovativa e invece non vi siete riusciti su altri ambiti, come per l’illuminazione o per riparare le buche delle strade.

R: Accedere ai bandi non è così semplice. Serve un’attività tecnica preparatoria che richiede un grande impegno. Ci siamo dati un ordine di intervento, dando la priorità alle scuole. Abbiamo partecipato al bando delle scuole innovative, classificandoci primi in Italia. Abbiamo partecipato al bando per la progettazione antisismica delle scuole. Abbiamo ottenuto 5 finanziamenti per 5 istituti. Stiamo lavorando in un progetto per la scuola di via Polizzi. Stiamo lavorando su progetti di efficientemente energetico valutando offerte di grandi aziende del settore. Abbiamo ottenuto un finanziamento di 800.000 € per il rifacimento della caserma dei Carabinieri.

D: Molti altri candidati sindaco hanno il sostegno di suoi ex assessori. Come lo valuta?

R: Non può che farmi piacere. Se i miei concorrenti hanno avuto la capacità di coinvolgere miei ex assessori o persone che hanno condiviso il mio percorso politico, significa che ho scelto persone competenti e capaci. Autonomia e Libertà aveva un ruolo di visibilità all’interno della mia amministrazione con una figura assessoriale. Quando l’assessore è venuto meno all’interno di un sistema organizzativo, si è ritenuto che quel soggetto prima sostenuto non è più sostenibile. Non ne comprendo le ragioni politiche. Adesso sostengono un progetto politico diverso da quello che avevano poco prima sostenuto. 

D: Se dovesse arrivare al ballottaggio, con quale dei suoi concorrenti esclude un dialogo?

R: Il mio è un progetto civico basato sulla partecipazione e sulla condivisione. Anche questi soggetti che non sono più con me, con il mio progetto politico, devono sapere che mi trovano disponibile al dialogo. Una convergenza può essere solo programmatica. Insomma, ritengo che il Vangelo con la parabola del figliol prodigo dia un grande insegnamento.

VEDI LE PRECEDENTI INTERVISTE:

UNA PASSEGGIATA CON … ALBERTO ARCIDIACONO

UNA PASSEGGIATA CON … BENEDETTO MADONIA

UNA PASSEGGIATA CON … GIUSEPPE ROMANOTTO

UNA PASSEGGIATA CON … ROBERTO GAMBINO

UNA PASSEGGIATA CON … SALVINO CAPUTO

UNA PASSEGGIATA CON … MASSIMILIANO LO BIONDO

UNA PASSEGGIATA CON … FABIO COSTANTINI

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