Monreale, 15 marzo 2019 – “Chiediamo ai cittadini di giudicarci sulla base di ciò che diciamo, sul coraggio che stiamo mostrando, non cerchiamo un posto al sole. Molti partiti tradizionali mi hanno chiesto di ritirarmi, in questo viaggio mi accompagnano i cittadini, mi supportano, sono loro a darmi la tranquillità necessaria”.
Massimiliano Lo Biondo si candida alla guida del paese di Monreale. Ci riprova, dopo cinque anni, quando da iscritto del Partito Democratico aveva tentato la carta delle primarie. Un’esperienza da cancellare. Il Partito democratico per lui appartiene al passato. “Non ho più nulla da dividere con quel mondo, sono stato maltrattato, umiliato politicamente. È un discorso chiuso”.

Lo Biondo si candida sindaco alla guida di una lista civica, #OLTRE, ma a Monreale non è l’unico. Anche Roberto Gambino e Alberto Arcidiacono stanno seguendo questo percorso. “A Monreale non vedo altre vere liste civiche. Le altre nascondono delle identità. All’interno vi sono soggetti che hanno tessere di partito o in consiglio comunale aderiscono ad un gruppo consiliare ben definito. Finite le elezioni si ripresenteranno come esponenti di un partito”.
Non vuole sentire parlare di alleanze. Da soli si può vincere, spiega. “A Bagheria ha vinto un candidato sindaco con una unica lista. Non dobbiamo parlare di numeri, di liste, ma di contenuti. È questo il limite che vedo nella campagna elettorale degli avversari, che decidono di parlare di contenuti solo a pochi mesi dalle elezioni. La campagna elettorale si fa stando tra la gente, ascoltandola quotidianamente. Ci sono candidati che da 5 anni non si sono visti e oggi si presentano come depositari delle soluzioni per la città”.
Lo Biondo ha annunciato una “rivoluzione gentile” per rilanciare Monreale. “Ma i problemi della città non sono riconducibili alla sola gestione Capizzi, ma a tutte le amministrazioni che si sono succedute negli ultimi decenni”.
“Questo comune non ha un regolamento per la raccolta differenziata, non ha un regolamento UNESCO, nonostante il riconoscimento. Sembra un comune a statuto speciale in una regione a statuto speciale. Bisogna riportare invece le regole”.
Dove troverà le risorse per rilanciare la città?
“Le risorse per il rilancio si trovano a partire dalla razionalizzazione della spesa, ed inoltre bisogna affrontare la questione della pianta organica. Tra due anni circa 50 dipendenti comunali andranno in pensione. I finanziamenti europei possono arrivare se vi sono i tecnici che possono redigere il progetto”.
C’è una questione legalità da affrontare a Monreale?
“Non c’è un problema di legalità quanto di trasparenza. Un cittadino deve avere la possibilità di conoscere lo stato delle pratiche che lo riguardano.
Un esempio? Sui finanziamenti per la ricostruzione post terremoto di Grisì gli interessati non conoscono la graduatoria. La legge invece prevede l’accesso agli atti”.
Lo Biondo spinge (sempre) l’acceleratore sull’ufficio tecnico. “C’è un candidato sindaco che ha un parente dipendente comunale con straordinaria esperienza all’ufficio tecnico. Da questo candidato mi aspetto che metta a frutto questa risorsa per rendere l’ufficio tecnico efficiente”.
“Al sindaco Capizzi cosa rimprovero? Lo scarso confronto con la città. Sul dissesto nessuno ha mai detto nulla. I cittadini non ne conoscono gli effetti collaterali e quanto dureranno”.
Della questione alleanze ritiene siano prematuro parlare: “Voglio prima sapere cosa le altre forze politiche propongono per la città”. Su nessuno degli avversari pone un veto a priori. Neanche su chi ha già governato la città. “Chi ha commesso degli errori in passato può anche ravvedersi. Ma siamo concentrati sul primo turno. In ogni caso in questo momento è fuori dai nostri ragionamenti ogni valutazione che avverrà solo in futuro”.
Dopo i primi cinque mesi di amministrazione Lo Biondo quali risultati vedranno i cittadini?
“Immediatamente sarà adottato un regolamento sulla raccolta differenziata che non abbiamo. Verrà data una direttiva all’ufficio tecnico sulla tracciabilità degli inerti. Sarà approvato un ordine del giorno in consiglio comunale per cui per ogni competizione elettorale si procederà al sorteggio degli scrutatori. Si tratta di scelte che si possono adottare subito, non necessitano interlocuzioni con ordini superiori”.