Monreale, 7 marco 2019 – Cominciamo con Fabio Costantini il giro di interviste dedicate ai candidati sindaci del comune di Monreale, che il 28 aprile si sottoporranno al giudizio degli elettori.
Costantini, 40 anni, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, dopo cinque anni ci riprova. Ha deciso di ricandidarsi alla guida della città.
Una partita difficile, anche perché, al momento, i cinque stelle non hanno intenzione di parlare di alleanze.
“Il movimento 5 Stelle nel corso di questi 5 anni è cresciuto e si è radicato nel territorio. Ci siamo distinti con la nostra forte azione di opposizione in consiglio comunale” – rivendica Costantini che non lesina critiche ai colleghi di opposizione “che nel corso di questi cinque anni hanno fatto una finta opposizione, anche sbraitando, ma andando in realtà a sorreggere la maggioranza nei momenti cruciali come sulla votazione dei bilanci”.
Un’eccezione, spiega Costantini, è rappresentata dai consiglieri Romanotto e La Corte che da poco hanno costituito la Lega. Una considerazione che non spiana però la strada ad una possibile alleanza: “L’attuale Lega nasce da un coacervo di forze politiche provenienti dall’UDC o da ambiti di centro destra che hanno sostenuto l’ex sindaco Di Matteo. Ci sono tante valutazioni da fare ma è ancora prematuro”.
Anche l’ipotesi di dialogo con le liste civiche è piuttosto remota, nonostante il candidato civico Roberto Gambino avesse palesato più volte un’apertura con il Movimento cinque stelle locale. “L’endorsement di Gambino è finalizzato a pescare nell’elettorato del Movimento Cinque Stelle. Loro hanno invece una marcata matrice di sinistra”.
In pratica Costantini è fiducioso di riuscire ad intercettare le aspettative degli elettori monrealesi e non teme di correre da solo con il suo movimento. “Da soli si può vincere e si può amministrare”.
Ispettore assicurativo, chiarisce che in caso di una sua elezione a sindaco di Monreale, si metterà in aspettativa per dedicarsi a tempo pieno alla gestione della città. “Abbiamo avuto sindaci che erano professionisti e che hanno dedicato soltanto tempo residuale alla città, dedicandosi prevalentemente alla propria professione”.
“Abbiamo un programma partecipativo”. Dal primo giorno l’attenzione dell’eventuale governo pentastellato si rivolgerà a tre macroaree: politiche turistiche del territorio, sistema dei rifiuti, “unico ambito che può permettere all’amministrazione di ridurre la pressione fiscale e offrire un servizio e condizioni di vivibilità migliori”, un serio piano traffico per migliorare la vivibilità del territorio.
Altri interventi riguarderanno l’apparato burocratico del comune, a partire dall’ufficio tecnico.
“Il tessuto produttivo del territorio soffre perché c’è un solo dipendente al SUAP, e c’è una forte arretratezza tecnologica e informatica. È necessario rivoluzionare il modo di concepire il turismo investendo risorse negli uffici che, come la Galleria Civica, si occupano e devono incentivare il turismo”.
Costantini 5 anni fa non venne eletto sindaco ma entrò in consiglio comunale. Anche questa volta sarà candidato al consiglio. Un paracadute? “No, senso di responsabilità. Sarebbe troppo comodo pensare di volere fare solo il sindaco e non essere disponibili a svolgere il ruolo di consigliere, che prevede un compito molto impegnativo”.
Ancora nessuna anticipazione sulla squadra di governo: “Abbiamo diversi professionisti che si sono avvicinati a noi, che hanno messo le loro competenze a disposizione nella elaborazione del programma di governo e che sono disponibili ad entrare nella squadra assessoriale”.