Monreale, “Rumori assordanti, odori nauseabondi”, molte famiglie costrette a tenere chiuse le finestre di casa

Postazioni di raccolta dei rifiuti nei centri abitati, un problema ancora irrisolto, tra i disagi e le lamentele delle famiglie

MONREALE – Rumori assordanti, odori nauseabondi. E già dalle prime ore del mattino fino al pomeriggio, dal lunedì al sabato. Sono queste le principali lamentele provenienti da numerosi cittadini monrealesi che abitano nei dintorni delle postazione di raccolta dei rifiuti ubicati sulla circonvallazione (piazzale Tricoli) e in via Ponte Parco, ad Aquino. Due aree identificate da anni per raccogliere i rifiuti delle zone non servite dal porta a porta, ma ubicate all’interno di zone residenziali.

Le amministrazioni succedutesi negli ultimi anni hanno raccolto le proteste di numerosi residenti, ne hanno compreso e condiviso le motivazioni, ma, loro malgrado, non sono state capaci di trovare un’ubicazione alternativa per le postazioni di raccolta. 

Ce ne siamo occupati più volte. La questione, piuttosto complessa, è balzata spesso agli onori della cronaca. In seguito alle ispezioni dei Carabinieri di Monreale e degli ispettori dell’ASP di Palermo le aree sono state adeguate per rispondere al meglio ai requisiti previsti dalla normativa sulla sicurezza sul lavoro. Invece sui rumori assordanti dei gasoloni, che già dalle 0600 versano il vetro o altri rifiuti differenziati negli autocompatattori, o sul fetore dei mezzi parcheggiati carichi di rifiuti, una soluzione non è stata trovata. Il disagio per i cittadini rimane.

Era attesa per febbraio, poi rimandata per la sospensione delle attività nei Tribunali a causa dell’emergenza Covid, l’udienza che vede il titolare della ditta Mirto di San Cipirello citato per reati ambientali che avrebbe commesso (ma è da dimostrare) presso la postazione di Aquino che gestiva. In questo procedimento anche il comune di Monreale si è costituito parte civile (VEDI ARTICOLO). 

Ma l’area, e la sua gestione, è stata più volte oggetto di procedimenti giudiziari. Nel 2018 una sentenza aveva condannato il comune e l’ex ATO al risarcimento dei danni per disturbo da rumore causati ad alcuni residenti della zona.

La normativa in materia (art. 177 del Dls 152/2006 comma 4 b) recita che ”i rifiuti sono gestiti 

senza causare inconvenienti da rumori e odori”. Anche il Decreto ministeriale dell’8 aprile 2008 specifica come deve avvenire la gestione dei rifiuti, in particolare per i centri di raccolta dei rifiuti urbani.

È il caso dei CCR, uno dei pilastri per un efficiente sistema di gestione del ciclo dei rifiuti, che la regione siciliana ha cercato di promuovere sull’isola emettendo già 2 bandi per il loro finanziamento, nel 2017 e nel 2019. Bandi dei quali né l’amministrazione Capizzi né l’amministrazione Arcidiacono (almeno fino ad oggi) hanno saputo approfittare (VEDI ARTICOLO).

Il decreto recita tra l’altro che tali centri non devono creare inconvenienti da rumori e odori. Ed ancora, la frazione organica umida deve essere conferita in cassoni a tenuta stagna, dotati di sistema di chiusura. Devono essere prese idonee misure per garantire il contenimento di polveri e di odori. Il centro di raccolta deve essere disinfestato periodicamente. Una normativa che, è sottinteso, non può non valere per altri siti, denominati postazioni o isole ecologiche, finalizzate allo stoccaggio temporaneo dei rifiuti urbani.

E, in attesa di un intervento dell’amministrazione a salvaguardia della salute e del benessere dei suoi concittadini, anche in queste calde giornate estive, molte famiglie sono costrette a tenere chiuse le finestre di casa.

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