MONREALE – Quasi sicuramente verranno esclusi i percettori di reddito di cittadinanza dall’elenco degli aventi diritto al Buono Spesa. E sarà stabilita anche una soglia, relativa alle disponibilità finanziarie del nucleo familiare, al di sopra delle quali non sarà possibile accedere al sostegno economico del comune.
Sono tante le famiglie in attesa di potere accedere al buono spesa. Da quando la manovra di supporto economico statale è stata resa nota, sono in tanti a chiedersi quando potranno ricevere il buono, ma anche se ne avranno diritto.
L’ordinanza per la “solidarietà alimentare” è rivolta innanzitutto a quelle migliaia di italiani che per colpa dell’emergenza coronavirus non riescono più a fare la spesa. Lo scopo è quello di garantire che in tutte le famiglie monrealesi non vengano meno i beni di prima necessità.
Non sono ancora noti i criteri che il comune di Monreale adotterà. L’ANCI (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani) ha fornito delle linee guida, ma rimane la discrezionalità in capo agli enti locali.
Non vi è neanche l’obbligo per la giunta comunale di approvare un atto di indirizzo per l’individuazione della platea di beneficiari delle misure. La competenza è infatti attribuita all’Ufficio dei Servizi Sociali di ciascun Comune.
L’ANCI suggerisce di stabilire un valore soglia al di sotto del quale scatta la possibilità di accedere al sussidio. Il valore delle entrate dell’ultimo mese e dello stock monetario disponibile dovrà essere inferiore al 60% della soglia di povertà assoluta nel 2018.
Tra qualche giorno (ancora non è stato stabilito quando) sarà possibile presentare la richiesta presso gli uffici del comune, allegando una dichiarazione della capacità di spesa del nucleo familiare. Con molta probabilità verrà chiesto di presentare l’ISEE e gli estratti conto aggiornati, con un’autodichiarazione sulle entrate percepite nell’ultimo mese dal nucleo familiare.
I percettori di reddito di cittadinanza verranno esclusi dalla prestazione. E questo indipendentemente dall’importo del reddito percepito, che in alcuni casi è di poche centinaia di euro, mentre può arrivare a raggiungere i 1.300 € per nuclei familiari molto numerosi e con minori disabili all’interno.
L’ordinanza parla chiaro, prioritariamente devono essere aiutate quelle famiglie che non percepiscono già “un sostegno pubblico”. Ad essere esclusi, o comunque a non avere priorità, saranno quelli già assegnatari di sostegno pubblico, quindi non solo RdC, ma anche Rei, Naspi, indennità di mobilità, cassa integrazione guadagni, altre forme di sostegno previste a livello locale o regionale.
Nei prossimi giorni le somme potrebbero essere accreditate sul conto del comune e quindi saranno a disposizione. Ma passeranno diversi giorni perché possano essere raccolte le domande e stilati gli elenchi degli aventi diritto. La giunta comunale dovrà anche procedere ad una variazione di bilancio per creare il capitolo “misure urgenti di solidarietà alimentare”.
Ricordiamo che i buoni pasto hanno l’importo di 20€, sono cumulativi ma non sono cedibili a terzi né potranno essere scambiati con denaro.
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Ci escludono mi danno 120 come faccio bollette