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Reddito di cittadinanza, al Centro per l’Impiego di Monreale in 2.000 percepiscono da 212 € a più di 1.200 €

Quasi 5 mila percepiscono un importo mensile superiore ai 1.200 euro. Ma rappresentano solo l’1% dei 982 mila cittadini che hanno il diritto di ricevere il reddito o la pensione di cittadinanza. La stragrande maggioranza di loro riceve in media dai 212 euro fino ai 613 euro mensili. In cambio di cosa? Al momento nulla, se non la sola disponibilità a lavorare, perché di offerte di lavoro da parte dei navigator non ne hanno ancora ricevute.

Eppure di loro vi è una grande necessità, già a partire dai loro comuni di residenza: per la pulizia delle strade, dei canali di gronda, per la sistemazione dei marciapiedi, delle buche, per i servizi davanti alle scuole, per la potature di piante e la gestione del verde pubblico, per fare alcuni esempi. Solamente al Centro dell’Impiego di Monreale, che ha competenza sui comuni di Altofonte, Monreale, Piana degli Albanesi e Santa Cristina Gela, i percettori sono circa 2.000, ancora a braccia conserte.

Forse ancora per poco. La ministra del Lavoro Nunzia Catalfo ha infatti firmato il decreto ministeriale, concertato con i Comuni, che definisce l’attivazione dei lavori di pubblica utilità che i beneficiari di Reddito di cittadinanza dovranno effettuare presso il Comune di residenza. «È un atto importante – afferma in una nota la ministra – nel percorso di costruzione di un moderno sistema di welfare state che rinsalda il patto tra Stato e cittadino». 

Ma perché si possano spiegare i percettori del reddito nel territorio, tocca ai comuni adesso progettare e definire le attività da fare svolgere.

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“Il Comune – spiega la ministra – è il titolare dei Progetti Utili alla Comunità e può avvalersi della collaborazione di enti del Terzo settore o di altri enti pubblici. I PUC possono essere svolti in ambito culturale, sociale, artistico, ambientale, formativo e di tutela dei beni comuni, contribuendo alla costruzione di una comunità migliore».

Insomma, l’utilizzo di questo personale permetterebbe ai comuni di avviare o di migliorare una serie di servizi al momento assenti o portati avanti con difficoltà. Ma servirebbe anche a dare una dignità a chi vuole contribuire al bene collettivo in cambio del reddito che la società gli eroga.

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