Dopo anni di incuria e abbandono una nuova speranza per il CRES: la Regione lo vende

Rimane comunque la speranza che i privati ne facciano un uso migliore di quello che l’ente pubblico è stato capace di fare

MONREALE – Era il 27 gennaio 2015 quando il responsabile dell’Ufficio patrimonio della Regione siciliana Marcello Cascino consegnò le chiavi del C.R.E.S. all’allora sindaco di Monreale Piero Capizzi. L’edificio ospitava prima il Centro per la Ricerca Elettronica in Sicilia, e allora i due enti stipularono un contratto di comodato d’uso.

L’idea era quella di ottimizzare i servizi, unificare gli uffici comunali in una sola sede per rendere la macchina comunale più efficiente e risparmiare sui costi di gestione. Dovevano partire gli interventi di ristrutturazione, ma per anni rimase tutto fermo.

A maggio 2017 l’assessore Santo D’Alcamo disse che, nonostante l’amministrazione si fosse più volte interrogata sul da farsi, non c’era ancora un’ipotesi concreta di utilizzo. Abbandonato all’incuria e all’oblio, l’imponente edificio diventò presto bersaglio di ladri e vandali, che trafugarono tutto, perfino i sanitari.

Circa un anno fa l’ex sindaco Piero Capizzi spiegò che l’investimento necessario a rendere nuovamente operativa la struttura era eccessivo per le casse del comune, ragion per cui l’amministrazione comunicò alla Regione l’intenzione di restituire l’immobile.

Oggi il CRES si trova nella lista dei 157 immobili messi in vendita dalla Regione, che da tempo aveva in programma un piano di dismissioni. Quello che, nella mente di molti, poteva rappresentare un vantaggio per il comune di Monreale, sarà adesso venduto. Rimane comunque la speranza che i privati ne facciano un uso migliore di quello che l’ente pubblico è stato capace di fare.

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