Monreale, chiusura delle piazza. Intravaia: “Scelta coraggiosa e lungimirante”

“Monreale il fine settimana come il 3 maggio. Una svolta verso un nuovo modo di intendere il turismo e migliorare la qualità della vita”

MONREALE – La recente decisione assunta dalla giunta municipale di chiudere il traffico veicolare nel centro storico ha fatto tanto discutere. Se sono in molti a vedere con favore una piazza libera dalle auto, soprattutto dinanzi al Duomo inserito nella World Heritage List dell’UNESCO, non mancano le lamentele di chi ritiene che questa scelta possa imprimere dal punto di vista economico una mazzata agli esercizi commerciali che affacciano su piazza Vittorio Emanuele e su piazza Guglielmo II.

Una scelta certamente coraggiosa, in linea con quanto avviene nella maggior parte delle città europee, sostenuta anche dal Presidente del Consiglio comunale Marco Intravaia (Diventerà Bellissima). “Era ora. Niente più macchine  in sosta davanti all’ingresso secondario o principale del duomo o in transito accanto ad un bene sotto l’egida dell’Unesco; immagini che non rendono merito alla bellezza e alla cultura della nostra città”.

“Una svolta verso un nuovo modo di intendere il turismo e migliorare la qualità della vita, un aspetto in cui ho sempre creduto, scontrandomi contro vecchie logiche e pagando anche di persona per il mio impegno in questo senso”.

Da ieri, le due piazze restano chiuse, rimane aperta al transito, ma non nei week end, soltanto la via Roma. Il venerdì, sabato e domenica, Monreale come per la festa del 3 maggio. “Una condizione felice per il commercio”, sottolinea Intravaia, che si rivolge proprio ai commercianti del centro storico: “Li ringrazio, ne comprendo in pieno le ragioni di paura nei confronti del cambiamento, che tutte le persone ragionevoli non possono non condividere, ma se vogliamo dare una svolta alla vita della città, se vogliamo che il turismo diventi finalmente il motore principale della sua crescita dobbiamo tutti essere coraggiosi e lungimiranti; non fermarci al domani o al dopodomani, ma assumere una visione prospettica che ci faccia sperare in un futuro qui per i nostri figli.

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Queste scelte sono state fatte con successo e risultati eccellenti in ogni città riconosciuta bene Unesco, non capisco perché a Monreale dovremmo continuare ad essere pavidi. La mia posizione – spiega il presidente del consiglio comunale – è coerente con quella in cui ho sempre creduto; sono stato “sfiduciato” su questo aspetto durante la mia precedente esperienza amministrativa, traendone le conseguenze con le mie dimissioni da assessore. Questa  squadra di governo, invece, ha creduto coralmente nel provvedimento,  lavorando con coerenza per raggiungere gli obiettivi prefissati senza intenzione di nuocere agli altri o delegittimare il lavoro altrui”.

 

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