Monreale, Capizzi rimane l’uomo da battere. Cosa faranno Caputo, Romanotto, Gambino, Lo Biondo

Al ballottaggio risulteranno determinanti gli apparentamenti, ma soprattutto autorevolezza e credibilità dei due avversari 

Monreale, 29 aprile 2019 – Con una percentuale del 21% il sindaco uscente Piero Capizzi ha dimostrato di non avere perso quell’appeal sull’elettorato che 5 anni di difficile amministrazione avrebbe ragionevolmente potuto intaccare.

Era il candidato da battere, scrivevo pochi giorni fa, e alla luce del risultato riportato, molto vicino al favorito Arcidiacono (21 contro 24%), rimane confermato che, per il suo avversario, non sarà una passeggiata sconfiggerlo.

Le 4 liste (forti dei loro 96 candidati) di Arcidiacono hanno riportato, in totale, il 26% delle preferenze, un dato superiore di 2 punti a quello incassato dallo stesso candidato sindaco. Situazione simile per Capizzi, dato che anche “Alternativa Civica” e “Popolari per Monreale” hanno raggiunto il 26%, facendo sicuramente da traino al sindaco e aiutandolo a conseguire il 21%.

L’effetto trascinamento, che avrà quindi giocato un ruolo da protagonista per entrambi, svanirà o si ridimensionerà notevolmente al ballottaggio, quando l’elettore dovrà apporre una x sul nome di Capizzi o di Arcidiacono, e non sarà più sufficiente apporlo su quello del solo candidato al consiglio comunale.

Il secondo turno è stato sempre considerato una consultazione a se stante, che potrebbe ribaltare il risultato del primo, sulla base di diverse variabili. Una di queste è costituita dagli apparentamenti che avranno un ruolo importante. Anche perché, sulla base delle nuove coalizioni che si formeranno in vista del voto del 12 maggio, verrà assegnato il premio di maggioranza del 40% dei consiglieri alle liste collegate al sindaco vincente, facendo lievitare il numero di seggi che scatteranno alle singole liste. Una motivazione abbastanza forte per spingere ancora molti candidati al consiglio, specialmente quelli che al momento rischiano di rimanere fuori dall’aula in quanto primi o secondi dei non eletti, a giocarsi questa carta per ottenere lo scranno. 

A questo punto bisognerà capire se e nei confronti di chi il leader della Lega, Giuseppe Romanotto (forte del 10% delle preferenze ottenute dalla lista e del 13% di voti personali), è interessato a fare confluire il suo bacino di voti. Potrebbe essere lui l’ago della bilancia. Così come un ruolo importante potrebbe averlo Salvino Caputo, che ha attirato su di sé il 14% dei consensi.

Anche Roberto Gambino avvierà una consultazione interna ai suoi due gruppi per valutare la posizione da assumere in vista del ballottaggio.

I pentastellati di Costantini rimarranno a godersi lo spettacolo dall’esterno, non interessati a confondersi con altri candidati. Potrebbe avere un ruolo invece lo sconfitto Massimiliano Lo Biondo, che ha spostato “solo” il 4% dei consensi, ma che potrebbero divenire “interessanti” in una consultazione all’ultimo voto.

Ma un altro aspetto da non sottovalutare, che forse assumerà un ruolo decisivo nel convincere gli elettori a ripresentarsi tra due domeniche ai seggi, sarà l’autorevolezza, la stima, la simpatia, la credibilità, la speranza, che tanto il sindaco uscente Capizzi, quanto il candidato Arcidiacono, già posseggono o che riusciranno ad accreditarsi sull’elettorato. Un elemento che potrebbe rivelarsi determinante in questa nuova campagna elettorale che va da oggi al 12 maggio.

 

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