Monreale, 24 aprile 2019 – L’uomo da battere è Piero Capizzi. Il sindaco uscente si ripresenta al giudizio degli elettori con il sostegno di due liste, un propulsore costituito da 48 candidati al consiglio comunale. Molte sono figure di peso, tra questi tutti gli assessori e i consiglieri comunali che lo hanno appoggiato fino ad oggi (con la sola eccezione di Toti Gullo che ha rinunciato a ricandidarsi, ma che ne garantisce l’appoggio).
Per Capizzi il superamento del primo turno è molto probabile, ma la vera sfida sarà quella del 12 maggio, al ballottaggio, quando le chance di riuscire a tenere il mandato per altri cinque anni saranno risicate.
La legge elettorale che stabilisce le regole del voto potrebbe infatti regalare sorprese al secondo turno, quando il risultato uscito dalle urne potrebbe anche risultare ribaltato rispetto a quello della prima tornata elettorale.
Il 28 aprile all’elettore verrà chiesto di esprimere una preferenza per il candidato sindaco, ed è consentito, come è noto, il voto disgiunto che permetterebbe di votare per il consigliere di uno schieramento ma contemporaneamente per il sindaco di un altro. Ma la legge elettorale prevede anche il cosiddetto effetto trascinamento. In pratica, nel caso in cui l’elettore dovesse esprimere il voto solo per il candidato al consiglio comunale ma non per un candidato sindaco, la preferenza andrà anche al candidato sindaco collegato alla lista. Al secondo turno la votazione riguarderà solamente i due candidati sindaci usciti vittoriosi dalla prima consultazione.
Se, quindi, il 28 aprile i suffragi del candidato sindaco saranno molto condizionati dalla forza delle liste a suo sostegno, il 12 maggio, quando si voterà solo per il sindaco, la spinta fornita dai candidati consiglieri verrà notevolmente ridimensionata.
A quel punto Capizzi dovrà dimostrare di godere tra gli elettori di un reale e personale consenso, tanto da convincerli a mettere un segno sul suo nome, da preferire a quello dell’altro candidato. E per un sindaco uscente, in un comune in dissesto con tanti problemi irrisolti, l’impresa appare difficile.
Per Capizzi e il suo entourage c’è la piena consapevolezza che tutta la partita va quindi giocata al primo turno, nella speranza di superare il 40% dei consensi e incassare subito il nuovo mandato. Perché la sfida del 12 maggio sarà improba, indipendentemente dall’avversario con cui il sindaco uscente sarà chiamato a confrontarsi, che per la maggior parte degli elettori rappresenterà comunque l’alternativa all’amministrazione uscente. A quel punto, infatti, l’elettore sarà chiamato a scegliere tra il passato, noto, e il futuro, seppur incerto.
Chi riuscirà, tra gli altri 7 candidati, a piazzarsi al ballottaggio contro Capizzi, si troverebbe dal 29 aprile ad affrontare una nuova campagna elettorale in discesa, perché incarnerebbe da solo la rottura con il passato della città, rappresenterebbe il candidato anti Capizzi.
Ma anche per questo scenario è obbligatorio utilizzare il condizionale, perché in politica, si sa, tutto può succedere.
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