Monreale, 5 luglio 2018 – Corre, scodinzola e fa la guardia alle abitazioni nella zona di Pezzingoli. È la storia della piccola femmina di Pitbull che da quando è stata (probabilmente) abbandonata, lo testimonierebbe il suo grosso collare in cuoio, si aggira a Pezzingoli nella periferia di Monreale. A togliere il collare con le grosse borchie sono stati alcuni residenti stessi “le restituiva un aspetto aggressivo e non è così”. A confermarlo anche la Polizia Municipale che ieri si è recata sul posto e si sta occupando, con l’aiuto di una volontaria, di trovare una famiglia al cane nel territorio nazionale. A lei non importa se il cancello delle diverse abitazioni sia chiuso e deve rimanere ore e ore dietro prima di vederlo aprire, primo o poi si aprirà e potrà vedere quella che per lei rappresenta la sua nuova famiglia.
A volte si pensa che basta toglierli dalla strada e portarli in un canile per risolvere il problema, ma in quella strada spesso gli animali ci sono cresciuti ed è la loro casa. Il caso della docile Pitbull non è diverso da quello della meticcia che da tempo vive nella zona del cimitero. Accettata dai residenti ma con una preoccupazione ricorrente: una volta che rimarrà in cinta dei cuccioli cosa ne sarà?
Loro di colpe non né hanno, probabilmente l’unica è quella di essersi fidati dell’essere umano. I cani vaganti esistono e fanno parte del territorio con cui il Comune deve fare i conti da sempre, soprattutto in estate quando il fenomeno dell’abbandono aumenta. E aumenterà ancora se l’amministrazione non provvederà al più presto con una campagna di sterilizzazione di cani ma anche di gatti. Abbandoni e riproduzione incontrollate da sempre alimentano il randagismo. Solo puntando su questi fattori si può sperare di sconfiggere il vagare degli animali per le strade, soprattutto nelle periferie.
Ma Monreale in quale step della “catena del cane” si trova? Da tempo il comune ha avviato insieme all’ASP nei locali del Depuratore la microchippatura dei cani. Mentre a giugno dovevano essere pubblicati i bandi per l’istituzione del canile e del cimitero, ma sul sito del comune non c’è traccia. (Leggi qui) Al momento l’amministrazione è alla ricerca di un locale (a detta dei veterinari basterebbe anche una stanza) a norma dove ospitare i cani per il decorso post operatorio. Oltretutto, una volta trovata, servirà adibirla per ospitare gli animali con l’arredo necessario. I mobili che erano stati donati circa 5 anni fa, oggi risultano essere inutilizzabili.
Basta farsi un giro per le campagne dove è possibile scorgere diverse testoline che vengono fuori dalle sterpaglie per capire che la cosa più urgente è la sterilizzazione. Per questo chiediamo all’assessore al ramo Alessandro Zingales – chiamato più volte ma senza esito di risposta – come e in quali tempi l’amministrazione pensa di intervenire?
Nel frattempo Silvana Lo Iacono – una delle volontarie- lancia un appello: “Mettete una ciotola con acqua davanti le porte per permettere ai cani di dissetarsi”.