Ganci: “Questo accorpamento, P. Novelli – Guglielmo II, non s’ha da fare, né domani, né mai.” La dirigente Di Prima: “Affermazione pretestuosa e inopportuna”

La dirigente del Novelli: “In assenza di una fondata motivazione mi riservo di segnalare nelle sedi opportune eventuali responsabilità, a tutela dell’identità storica e culturale delle Istituzioni Scolastiche che la scrivente si onora di rappresentare”

Monreale, 30 gennaio 2018 – “Questo accorpamento, P. Novelli – Guglielmo II, non s’ha da fare, né domani, né mai.

Il contenuto di una frase postata su Facebook è al centro di una richiesta di chiarimento manifestata da parte del dirigente dell’istituto scolastico P. Novelli, la Prof.ssa Chiara Di Prima.

“Una frase – spiega la dirigente – che fa riferimento a quella, minacciosa, rivolta dai bravi a Don Abbondio nel romanzo “I promessi sposi”.

Il post risale al 27 gennaio 2018. È successivo alla notizia del congelamento del dimensionamento degli istituti scolastici stabilito dal Presidente della Regione Nello Musumeci, decisione che ha avuto ripercussioni anche sull’accorpamento, già deliberato all’Assessorato alla Pubblica Istruzione, dell’istituto Guglielmo II con il Pietro Novelli, al quale sarebbe stato aggregato il plesso centrale, e con il Margherita Navarra di Pioppo, al quale sarebbe stato annesso invece il plesso di San Martino.

Fabio Ganci

La frase è stata scritta nel proprio profilo Facebook da Fabio Ganci, avvocato monrealese, ex segretario del Partito Democratico, che, dichiara nella nota la dirigente, non avrebbe alcuna competenza né un ruolo pubblico in riferimento alla questione trattata. La Di Prima, in qualità di rappresentante legale dell’istituto scolastico, chiede a Ganci di “volere esplicitare le ragioni personali e/o gli eventuali propri interessi contrari ad una determinazione di aggregazione già largamente condivisa nelle sedi istituzionali competenti e deputate ad esprimersi”, e lo invita “ad usare prudenza nell’esprimersi in futuro, sui social network e/o comunque con mezzi di diffusione indifferenziata, evitando di adottare inadeguati toni sibillini ed espressioni di dubbia interpretazione che possano essere riconducibili a persone e/o a Istituzioni, con il rischio di danno all’immagine a mezzo stampa”.

La Di Prima precisa che, “in assenza di una fondata motivazione a riguardo da parte del soggetto/autore del post pubblico, valuterà l’opportunità di ritenere assolutamente pretestuosa e inopportuna tale affermazione di “opposizione perentoria” ad un’operazione prevista dalla norma e comunque di competenza altrui, riservandosi di segnalare nelle sedi opportune eventuali responsabilità, a tutela dell’identità storica e culturale delle Istituzioni Scolastiche che la scrivente si onora di rappresentare”.

Nella lunga nota inviata, il dirigente scolastico elenca i riferimenti alla Legge Regionale n. 6 del 24 02 2000 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale Regione Siciliana 29.02.2000, n. 9, (e che pubblichiamo in coda all’articolo) per spiegare come sia stato seguito l’iter previsto della normativa prevista che ha poi portato, legittimamente, alla proposta di accorpamento.

Dalla consultazione degli atti – spiega il dirigente – non risulta la partecipazione del soggetto/autore in questione quale componente della Conferenza provinciale, mentre si ha certezza del fatto che il nominativo col quale si presenta l’utente di Facebook non corrisponda a quello dell’attuale Assessore Regionale, nè tanto meno l’autore del post pubblico risulta tra i componenti degli organi collegiali delle Istituzioni Scolastiche citate nel post, coinvolte nell’operazione di aggregazione. Non si individuano pertanto competenze istituzionali o ruoli pubblici che possano in qualche modo legittimare il soggetto/autore ad esprimersi sulla questione, con l’utilizzo peraltro di un linguaggio che, lungi dall’essere un’ingenua esplicitazione di un’opinione personale, sembra piuttosto strettamente connotato dal contesto di provenienza dell’inequivocabile riferimento letterario da cui trae ispirazione. 

Non è esplicitata dall’utente di Facebook la ragione per cui non abbia ritenuto di proprio interesse citare, nella propria affermazione di opposizione all’accorpamento, anche l’I.C. “Margherita di Navarra”, Istituzione Scolastica anch’essa coinvolta nell’aggregazione dei plessi di Scuola dell’Infanzia, Primaria e Secondaria di I Grado dell’I.C. “Guglielmo II”, con sede in San Martino delle Scale. Tale proposta di aggregazione, come già evidenziato dai tavoli tecnici di competenza comunale, provinciale e regionale, è assunta nel più ampio interesse pubblico e collettivo, in quanto tende a garantire la maggiore tutela possibile dei posti in organico del personale titolare presso l’I.C. “Guglielmo II”, già individuata tra le Istituzioni scolastiche sottodimensionate come da Allegato A) al D.D.G. USR Sicilia n. 42 del 14 giugno 2017”.

Abbiamo contattato il diretto interessato. A breve Fabio Ganci ci farà pervenire la sua replica.

 

Di seguito i riferimenti normativi:

Art.3 – comma 1

 I piani di dimensionamento delle istituzioni scolastiche previsti dal comma 4 dell’articolo 21 della legge 15 marzo 1997, n. 59, al fine dell’attribuzione dell’autonomia e personalità giuridica, sono definiti in conferenze provinciali di organizzazione della rete scolastica nel rispetto degli indirizzi di programmazione e dei criteri generali preventivamente adottati con decreto dell’Assessore regionale per i beni culturali ed ambientali e per la pubblica istruzione. 

Art.3 – comma 2

La Conferenza provinciale è composta: 

– dal Commissario straordinario della provincia di nomina regionale che la presiede o suo delegato;

– dal sindaco del comune capoluogo;

– da 5 rappresentanti del personale direttivo, docente e non docente della scuola eletti dai consigli scolastici provinciali (ove presenti) anche al di fuori del proprio seno;

– da un rappresentante dei genitori eletto dal Consiglio scolastico provinciale (ove presente) o dalle associazioni di rappresentanza fra i propri membri;

– da un rappresentante degli studenti eletto fra i propri componenti dalla Consulta provinciale degli studenti;

– dal Dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale e dal Presidente del Consiglio scolastico provinciale (ove presente);

– da 7 sindaci eletti, con voto limitato a 2, dall’assemblea dei sindaci della provincia convocata dal Commissario straordinario della Provincia.

Art.3 – comma 9 

Con decreto dell’Assessore regionale dell’Istruzione e della Formazione, previa intesa con il Ministro della pubblica istruzione, ai sensi dell’articolo 6 del decreto del Presidente della Repubblica 14 maggio 1985, n. 246, è approvato il piano regionale di dimensionamento sulla base delle proposte relative ai piani provinciali.

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