Riceviamo e pubblichiamo integralmente una nota inviata da Manuela Quadrante, segretario della sezione monrealese del Partito Democratico.
Gentile Direttore,
leggendo il suo editoriale di qualche giorno fa, pur nel massimo rispetto della libertà di opinione che Lei ha il diritto di esercitare, come attore dell’informazione monrealese, ritengo altrettanto doveroso fare alcune puntualizzazioni in quanto segretario di un partito, quello monrealese, che vede tra i suoi iscritti e simpatizzanti tanti cittadini che dalle sue parole potrebbero sentirsi ingiustamente colpiti, ma anche per dare ai tanti monrealesi, che seguono le vicende politiche, una più completa visione dei fatti.
Di certo, questa non vuol apparire l’inizio di una corrispondenza con la sua testata, in quanto riteniamo unici interlocutori del partito i cittadini. Tuttavia, siamo convinti che occorra iniziare a dare un nuovo corso alla politica della città, e soprattutto fare chiarezza.
Appare infatti alquanto strano che a noi, col suo editoriale, Lei chieda conto della nostra coerenza, in ragione della quale siamo perfino usciti un mese fa dal governo della città. Voglio precisare che il Pd ha esercitato con coerenza il mandato elettorale ricevuto dai cittadini al termine di un lungo percorso politico, inequivocabilmente di centrosinistra. Lo stesso percorso è stato confermato all’unanimità dal congresso. Mi sarei aspettata invece una critica a chi in barba a quanto deciso dalla città meno di 4 anni fa, ha arbitrariamente spostato il baricentro politico in virtù dell’ultimo risultato elettorale, ponendo in essere o assecondando un ribaltone di cui, ci si consenta, il Pd non poteva e non può essere complice.
La città ha dato un mandato alla maggioranza eletta di amministrare nell’alveo del centro sinistra. Invece, a leggere il suo editoriale, sembra che la coerenza sia quasi una colpa.
La nostra posizione politica, è bene ribadirlo, è frutto di un congresso democratico, partecipato, vero e sincero.
Per quanto mi riguarda, il congresso ha segnato una strada che, sotto la mia segreteria, in maniera coerente il PD continuerà a seguire nel rispetto di chi è venuto a tesserarsi, pubblicamente e liberamente, per un partito che crede suo.
Il resto lo relego solamente ad una uscita poco felice, come quella di “signori delle tessere”: di fronte a una chiara espressione di democrazia, dopo un tesseramento aperto e pubblico del quale Lei stesso è stato testimone, che si parli di “signori delle tessere”, può suonare offensivo, quasi che ogni iscritto fosse una pedina priva di cervello e dignità. Le logiche dei numeri non devono essere, né sono, la stella polare in politica. A queste logiche ha dimostrato di essere legato il sindaco più che il PD Monrealese, come dimostrato con la mia elezione.
Voglio infine archiviare tra le dichiarazioni poco felici le superflue esternazioni del Presidente del Consiglio Di Verde, che proprio sulla sua testata ha parlato di “salvare la poltroncina” nei confronti del consigliere e capogruppo PD Sandro Russo, al quale va tutta la solidarietà e la fiducia del Circolo Cittadino, il quale ha espresso le sue perplessità su un eventuale scioglimento del consiglio comunale. Fa sorridere che a farlo sia proprio chi quella poltrona l’ha guadagnata grazie al Pd in una coalizione, allora, di centro sinistra: a lui chiediamo un comportamento consequenziale con le stesse dichiarazioni, dimostri di non essere legato a logiche di potere e coerentemente con le scelte adottate, abbandoni non soltanto il Partito che gli ha permesso di essere eletto, prima consigliere e poi Presidente del consiglio, ma anche il titolo Istituzionale che lo stesso partito gli ha riconosciuto.