Monreale, 28 settembre 2017 – «Il bue che dice cornuto all’asino». Commenta così il consigliere comunale Fabio Costantini l’intervento del consigliere comunale Giuseppe Guzzo in merito alle aspre polemiche sorte in seguito al rinvio della trattazione del punto all’ordine del giorno sulla relazione finale redatta dalla Commissione d’inchiesta sulla scuola materna di via Polizzi. In particolare il consigliere Cinquestelle risponde all’accusa mossa nei suoi confronti dal collega di Forza Italia: «Apprendo – afferma – di un riferimento fatto alla mia persona nel quale si parla di “giochetti di vecchia scuola”; peccato che in politica si trovi sempre qualcuno che agisca forse in mala fede, cercando di prendere in giro i cittadini spostando l’attenzione su altro e accusando gli altri di responsabilità che invece sono proprie».
«Se il faro dell’onestà intellettuale – continua Costantini nella sua dura nota – avesse illuminato le dichiarazioni del Consigliere Guzzo, questi avrebbe dichiarato come Forza Italia, in conferenza capigruppo, abbia votato per lo slittamento ad Ottobre della presentazione della relazione della Commissione d’inchiesta ed in tal senso si fosse stabilito che questo punto sarebbe stato discusso insieme ad altri ordini del giorno già in programma (il verbale della Conferenza è la prova documentale delle mie affermazioni), motivo per cui, l’accusa di aggravio di costi che il Consigliere di Forza Italia intenderebbe imputare alla mia persona, viene rispedita al mittente costituendo una “sporca” menzogna volta a screditare la mia persona col precipuo intento di raccattare consensi forse per l’imminente tornata elettorale regionale».
«Inoltre, quando il Consigliere Guzzo parla di “aggravio di costi che la necessità di convocazione di un nuovo Consiglio comporta, il tutto solo per portare avanti un giochetto politico subdolo” dovrebbe ricordare ai lettori il suo maldestro tentativo di far annullare l’intera seduta di quello stesso Consiglio Comunale (che avrebbe invece creato un danno Erariale) appellandosi al medesimo vizio di notifica. Peccato che l’ignoranza del Consigliere Guzzo, delle norme del diritto, lo abbia condotto in grosso errore, facendogli collezionare l’ennesima figuraccia dinanzi all’intero Consiglio Comunale costringendo il Vice Segretario comunale ad una piccola lezione di diritto in suo favore. Come mai il Consigliere Guzzo, parlando di “slittamento della seduta” non ricorda (a chi legge) che la seduta era stata stabilita (col voto di Forza Italia) per la prima metà di Ottobre?»
Costantini chiede a Guzzo inoltre di spiegare «le ragioni per le quali sono state operate delle omissioni di grandissima importanza nella relazione finale» di conoscere «le motivazioni per le quali il Consigliere Guzzo si sia rifiutato di integrare in tal senso la relazione ricattando addirittura i componenti della Commissione con l’affermazione che gli stessi avrebbero potuto prender visione in copia della relazione solo dopo averla sottoscritta». Il consigliere Cinquestelle chiede perché sono state censurate alcune delle risultanze della Commissione. «Sono scomode per qualcuno – chiede ancora – o gli farebbero perdere consensi?».
Costantini sottolinea come non appare normale, afferma, che un Consigliere Comunale, membro della Commissione ispettiva d’indagine, faccia richiesta delle copie dei verbali (dallo stesso sottoscritte) e che gli venga risposto che “per urgenti impegni istituzionali” non sia possibile ottenerle e che bisogna rivolgersi ad un altro ufficio. Tantomeno che rivolgendosi al secondo ufficio (quello del Segretario Comunale, garante della trasparenza e del diritto d’accesso dei Consiglieri), non si venga degnati nemmeno di una risposta.
«Chi ha interesse – afferma Costantini – ad intralciare il lavoro di un Consigliere che vuole raccogliere le dichiarazioni delle audizioni ed i documenti per poter elaborare una più precisa ricostruzione dei fatti? Qualcuno vorrebbe forse evitare che quella ricostruzione, certamente più completa, arrivi alla Procura della Repubblica? Chi ha interesse a non informare un Consigliere del fatto che si sarebbe discusso un ordine del giorno di tale importanza, negandogli di fatto la possibilità di preparare i propri interventi e di rendere pubbliche le ulteriori risultanze invece censurate dal Consigliere Guzzo? Inaccettabile che qualcuno provi a mascherare il tutto parlando di cavilli, senza accorgersi che siamo di fronte alla violazione dei diritti di un rappresentante del popolo, all’occultamento di risultanze documentali e dinanzi ad una questione che getta ombre profonde su chi dovrebbe essere invece garante di tali diritti».
«Quando il faro dell’onestà intellettuale viene spento – conclude Costantini – si può solo brancolare nel buio della menzogna e della meschinità, dunque auspico che in futuro, qualunque membro delle istituzioni cittadine, si assuma le responsabilità delle proprie condotte affermando solo il vero dinanzi alla cittadinanza che si dovrebbe onorare di rappresentare e soprattutto rispettare. Probabilmente la verità è una cosa scomoda e non tutti l’accoglieranno con favore».