Inchino del santo davanti casa Riina a Corleone, rinviato a giudizio Leoluca Grizzaffi

L’uomo, il cugino di Ninetta Bagarella, secondo gli investigatori avrebbe avuto un ruolo predominante nella organizzazione dell’inchino

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Corleone, 3 febbraio – Non riesce a trovare pace la città di Corleone. Dopo lo scandalo venuto fuori ieri che ha riguardato Salvo Riina, divenuto padrino di un bambino e la conseguante ira del Vescovo Pennisi, arrivano i primi strascichi giudiziari dopo il presunto inchino della statua di San Giovanni avvenuto davanti l’abitazione di Ninetta Bagarella, moglie del superboss Totò Riina, durante la scorsa primavera. È stato rinviato a giudizio Leoluca Grizzaffi che dovrà adesso rispondere di turbativa di manifestazioni religiose. A darne notizia è il Giornale di Sicilia.

Ma chi è Grizzaffi? A Corleone tutti sanno che è il cugino di Ninetta Bagarella. L’uomo dovrà presentarsi davanti ai giudici del Tribunale di Termini Imerese il 20 marzo prossimo, l’inchiesta è stata condotta dal Procuratore Morvillo e dal PM Antoci. Grizzaffi era un membro della congregazione di San Giovanni Evangelista e secondo gli investigatori avrebbe avuto un ruolo predominante nella organizzazione dell’inchino.

Durante il giorno della processione per le vie della città le forze dell’ordine abbandonarono, in segno di disapprovazione, il corteo religioso proprio in seguito alla sosta davanti la casa della Bagarella. Anche la Diocesi di Monreale, su proposta dell’arcivescovo Pennisi affidò ad una commissione interna il compito di fare luce sull’accaduto e impose alle confraternite di escludere qualsiasi pregiudicato per associazione mafiosa dall’attività delle stesse.

 

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