Scandalo a Corleone. Michele Pennisi: “Salvo Riina padrino, una scelta inopportuna”

Non è andata giù all’Arcivescovo di Monreale la notizia che Salvo Riina, figlio di Totò, abbia fatto da padrino ad un battesimo in una chiesa di Corleone. Pennisi farà visita alla città

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Araba Fenice desk

Corleone, 2 febbraio – Un parroco di Padova gli ha rilasciato l’autorizzazione, una sorta di “certificato di idoneità”, per presentarsi all’altare della chiesa madre di Corleone per fare il padrino di battesimo e un altro sacerdote di Corleone, don Vincenzo Pizzitola, gli ha aperto la porta generando l’ira del Arcivescovo di Monreale, vescovo antimafia.

Torna così a far parlare di sé Giuseppe Salvatore Riina, conosciuto come Salvo, il figlio del capo di Cosa Nostra Totò. I fatti risalgono al 29 dicembre scorso quando la famiglia Riina, vestita di tutto punto, si è recata in chiesa perché Salvo doveva fare il testimone ad un bimbo. A Corleone quella messa però non è certo passata inosservata. La notizia è giunta alle orecchie del vescovo di Monreale Michele Pennisi: “Né io, né gli uffici della Curia eravamo informati. Consentire al figlio di Riina di fare il padrino di battesimo è stata una scelta censurabile e quanto meno inopportuna, che io non approvo”.

Mons. Michele Pennisi

In questi giorni il vescovo è in Tanzania, per inaugurare una scuola realizzata con il contributo della diocesi di Monreale. È amareggiato per i fatti di Corleone. “Il parroco si è giustificato dicendo che il figlio di Riina aveva presentato un certificato di idoneità firmato da un parroco della diocesi di Padova, e che aveva il permesso del giudice per venire in Sicilia. Ma io non cambio idea su quanto accaduto”.

Secondo Pennisi colui che fa il padrino inoltre dovrebbe rappresentare il garante della fede, deve dare testimonianza con le sue azioni. “Non mi risulta – aggiunge – che il giovane abbia mai espresso parole di ravvedimento per la sua condotta”. Il vescovo Pennisi ha annunciato infine una visita a Corleone: “C’è bisogno di parole chiare sulla mafia, certi episodi non sono più tollerabili”.

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