Chi è il mafioso Ciulla: da soldato a generale fino alla fuga in Friuli VIDEO

Monreale, 5 ottobre – È una mafia fortemente indebolita quella che emerge dal blitz “Monte Reale” dei Carabinieri di Monreale del 4 ottobre scorso che ha portato a 16 arresti, tra boss e gregari, del mandamento di San Giuseppe Jato e della famiglia di Monreale. Cosa Nostra però c’è ed è ancora viva e, nonostante i numerosi arresti, riesce sempre a ricostruire la propria testa e ad imporsi nel martoriato tessuto economico locale. Le Slot, le estorsioni e la marijuana sono il business preferito dai nuovi boss, giovani e inesperti come il monrealese Giovan Battista Ciulla, accusato dai reggenti del mandamento di San Giuseppe Jato di aver tenuto per sé parte dei proventi derivanti dalle attività illecite di Cosa Nostra.

Ciulla, dalle stelle di una carriera mafiosa vissuta da protagonista (“Da soldato è diventato generale”),
Ciulla da soldato a Generale di filodirettomonreale
da reggente della famiglia di Monreale a uomo in fuga in un piccolo centro della provincia di Udine. “Quindici giorni che non dormo e… oggi… oggi ho trovato un lavoro qua… per 30 euro al giorno dalla mattina alle 6 alla sera alle 6. Sono in una casetta in campagna senza stufa, cioè la stufa c’è, però non c’è la legna. Eh… sono tipo abbandonato dal mondo” afferma in una intercettazione.

Il monrealese deteneva il controllo del territorio tramite la gestione delle “macchinette” piazzate praticamente in ogni bar da ditte legate ad ambienti mafiosi. “lo con un altro picciotto – si dicevano al telefono – minchia agganciava tatto… tutto il centro di qua, minchia come giocavano in quelle macchinette”. Due commercianti hanno anche ammesso il ricatto, altri si ostinano a negare e adesso rischiano di essere indagati per favoreggiamento. Per portare a Monreale e Pioppo nuove macchinette nei bar, Ciulla si è avvalso fra gli altri di Antonino Serio. Uno che per sua stessa ammissione sapeva di cosa si parlava: “Minchia avevo una sala giochi (in zona corso Olivuzza ndr) e mi sono preso allora questo locale… minchia agg… agganciava via Re Federico… “.

I proventi dei videopoker però non finivano nella casse comuni, Ciulla li avrebbe tenuti per sé. Un gesto scorretto per il vertice del mandamento di San Giuseppe Jato che allo stesso contestava anche di intrattenere una relazione extraconiugale con la moglie di un ex detenuto. “L’ex moglie comunque, no moglie” spiegava lei, mentre lui cercava di chiarire come funzionassero le cose: “No perché queste cose non si fanno…No, gliene frega! Eh, tu di chi sei moglie? Non si toccano, non si guardano”.
Ciulla, relazione extraconiugale con la moglie… di filodirettomonreale

Così Ciulla, avvisato dai suoi familiari più stretti, fu costretto a scappare a Paluzza, un paesino di poco più di duemila anime in Friuli. Negli otto mesi di assenza fu Lupo a incassare i soldi dall’indotto delle slot. Poi, Ciulla decise di tornare a Monreale, accettando di essere messo da parte.

Ciulla minacce di morte di filodirettomonreale

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  1. […] I militari avevano documentato la rigenerazione della famiglia mafiosa di Monreale, al cui vertice era stato designato il fisioterapista Giovan Battista Ciulla. Dalla fine del 2014 però l’attività dei carabinieri registrava un cambio al vertice della […]

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