“Questo nuovo camposanto sarà come una villa”, l’intervista al progettista del cimitero di Pioppo

"Progetto dimensionato alle reali esigenze di Monreale, forno crematorio inutile, rischi elevati per l'impresa"

Previsto un parcheggio, una strada, una illuminazione esterna. Ed ancora un percorso per portatori di handicap, ascensori che porteranno al piano.

“Questo nuovo camposanto sarà come una villa”, spiega l’architetto Francesco Russo, il progettista della struttura cimiteriale che potrebbe sorgere a Pioppo, in contrada Renda, sulla base del progetto di finanza elaborato dal consorzio di imprese Agoraa.

4550 loculi, costruiti in 64 mesi attraverso l’uso di fondi privati. La gestione verrebbe affidata per 25 anni tramite bando di gara a privati, che si assumeranno tutti i rischi della gestione e avranno l’obbligo di manutenzione.

“È previsto un parcheggio, una strada, una illuminazione esterna. Ed ancora un percorso per portatori di handicap, ascensori che porteranno al piano. Dalla statale 186 si vedrà solamente una fila di alberi che verranno piantumati appositamente per schermare la struttura”.

Il progettista ha al suo attivo altri cimiteri simili già realizzati a Motta Sant’Anastasia, a S. Giovanni la Punta, mentre altri progetti sono stati presentati a Giardini Naxos e a Porto Palo di Capopassero.

L’area di sedime del plesso cimiteriale era stata prevista dall’ufficio urbanistica e lavori pubblici dell’ufficio tecnico del comune.

“Il processo autorizzativo – spiega l’arch. Russo – era iniziato nel 2014 con il sindaco Di Matteo, e si era concluso con l’amministrazione Capizzi, il 29/11/2018, attraverso la conferenza dei servizi speciale, tenutasi nella sede del Genio Civile di Palermo.

La legge prevede la possibilità del progetto di finanza che per alcuni comuni in forte crisi economica diventa l’unica possibilità per realizzare opere di pubblica utilità.

Abbiamo presentato una proposta di progetto di finanza quando abbiamo analizzato la grossa emergenza presente a Monreale per l’insufficiente capacità del cimitero monumentale a rispondere alle esigenze del territorio.

Il progetto era stato dichiarato di pubblica utilità ed inserito nel piano triennale delle opere pubbliche”.

L’architetto Russo risponde alle nostre domande, essenzialmente sulle perplessità nate in queste ultime settimane intorno al progetto che a breve potrebbe essere presentato in consiglio comunale per la variante al piano regolatore.

“Non si tratta di un progetto faraonico, né tantomeno inadeguato alle esigenze del comune di Monreale. Il numero dei loculi previsti, 4.550, è stato dimensionato alle reali necessità della città. Nel territorio monrealese il tasso di mortalità, dal 2002 al 2017, è di 276 decessi l’anno. È questo il dato ufficiale, comunicatoci dagli uffici comunali. Ed è su questo dato, facendo una proiezione statistica, che abbiamo stimato una necessità di 4.550 loculi. Anche l’ASP ha convenuto che è stata fatta un’analisi e un calcolo scientifico”.

Una delle obiezioni mosse al progetto è relativa al costo del loculo per l’utenza, 2.900 €, superiore a quanto oggi il cittadino monrealese è tenuto a pagare.

“Oggi il costo del loculo a Monreale è di 2500 €, ma parliamo di loculi vecchi, che comportano per il comune spese di manutenzione. Intanto con la gara è previsto che ci sia un ribasso sul costo definitivo. Senza contare il vantaggio per il comune, che è enorme, dato che l’ente non dovrà sostenere alcun costo di manutenzione nell’arco dei 25 anni”.

Un’altra critica è relativa agli altissimi utili che il vostro progetto garantirebbe alla società chiamata a gestirlo. “Con il progetto di finanza la realizzazione della struttura andrà a gara. La società proponente ha solo un diritto di prelazione. Chi vincerà l’appalto dovrà fare un investimento enorme, senza alcuna certezza di ritorno. L’importo totale dell’opera messa a bando è di circa 8 milioni di euro. Chi se lo aggiudica dovrà sostenere i costi di esproprio, dovrà effettuare una serie di opere di urbanizzazione, tra strade, impianti di illuminazione. La convenzione prevede che il gestore dovrà lasciare una quota di 70.000 € per l’incamiciamento del pozzo “Aglisotto” e per una serie di opere di urbanizzazione. È quindi vero il contrario. La società si assume grossi rischi e non ha garanzie di guadagni certi in futuro”.

Ci si meraviglia sul perché non sia stato previsto un forno crematorio, che potrebbe costituire una soluzione, forse più semplice e di minore impatto, alla costruzione di un così grande cimitero. 

“Per Monreale il forno crematorio costituirebbe un investimento immotivato. Ha un costo di circa 1,5 milioni di euro. Il forno lavora ad una temperatura di 2.200 gradi. Una cremazione impiega in media 45 minuti. Ed invece un forno, per essere efficiente, deve lavorare 24 ore su 24. Non può essere acceso e spento ad intermittenza, si danneggerebbe, come accade in molti forni. A Monreale quanti sono disposti alla cremazione? Si prevedono talmente poche cremazioni che l’installazione di un forno risulta assolutamente ingiustificata. Senza contare il grosso impatto ambientale che ne comporta”.

“È un’opera costruita in totale trasparenza – conclude l’architetto Russo -, tra l’altro noi siamo inseriti nella white list della Prefettura, e non stipuliamo mai rapporti di lavoro con aziende inserite nella black list”.

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