Un reale contrasto all’abusivismo, sarebbe questo un segno tangibile per commemorare Giovanni Falcone

Strutture ricettive nell'ombra, commercio al dettaglio irregolare, parrucchieri ed estetisti a domicilio, a Monreale l'abusivismo non è un'eccezione

MONREALE – Monreale non potrà usufruire dei fondi a favore del turismo messi a disposizione dalla regione siciliana per quei comuni non capoluogo di provincia che hanno registrato più di 500.000 presenze turistiche nel 2019. Cefalù, Taormina, Giardini Naxos, Lipari, San Vito lo Capo, Noto e altri comuni della Sicilia potranno attingere al fondo perequativo di 2 milioni di euro che gli consentirà di potere fare quegli investimenti necessari alla ripresa del turismo anche in termini di sicurezza. Tagliata fuori la città di Monreale, anche se, con molta probabilità, ne avrebbe avuto pieno diritto. 

Ma il dato sulle presenze turistiche è inferiore alla soglia prevista. Almeno quello ufficiale, quello che fa riferimento a quella ventina di strutture ricettive registrate e in ordine con la normativa vigente. Una minoranza rispetto alla sessantina di strutture che invece lavorano nell’ombra, non versano tasse, non sono tenute a rispettare norme igienico sanitarie, non richiedono e non versano al comune la tassa di soggiorno, fanno concorrenza sleale alle strutture in regola. E che non registrano in modo ufficiale i loro ospiti, facendo così perdere al comune l’opportunità di accedere a questa risorsa messa a disposizione dalla regione per fare crescere e migliorare l’offerta turistica.

L’abusivismo nel settore delle strutture ricettive a Monreale è cosa nota. Dell’ottantina di case vacanze, b&b, hotel, affittacamere visionabili nei portali online, solo una sparuta ventina risulta regolarmente registrata. Il 70-75% delle strutture opera in nero.

Un dato noto, dicevo. Il 10 settembre 2019 l’assessore al turismo Geppino Pupella, sollecitato da un’interrogazione consiliare dei consiglieri comunali Giuseppe Di Verde e Mimmo Vittorino, confermò questi dati, annunciando che sarebbe partita immediatamente la caccia agli evasori.

Un annuncio che rimase lettera morta, tanto che a distanza di 8 mesi nessuna azione contro l’abusivismo è stata fatta, nessun agente della Polizia Municipale è stato inviato a fare accertamenti, nessun abusivo è stato portato allo scoperto. Con un duplice danno. Se da una parte gli imprenditori regolari sono costretti a fare i conti con una concorrenza sleale, d’altra parte passa il messaggio che a Monreale l’abusivismo può deliberatamente operare.

Nel corso del confronto tra amministratori ed esercenti, tenutosi ieri mattina su richiesta della commissione bilancio per discutere sulla tassa di soggiorno, è emerso come a Monreale l’abusivismo diffuso costituisca uno dei principali problemi del settore. Tutti i presenti l’hanno gridato a chiare lettere. Ma il timore è che anche stavolta non si andrà oltre la verbale e pubblica denuncia, che dopo averlo abbondantemente stigmatizzato, non verrà avviato alcun intervento di controllo e di repressione su un fenomeno tanto diffuso quanto dannoso.

Ed allora, in una data, quella del 23 maggio, in cui tutte le istituzioni sono impegnate a ricordare pubblicamente il sacrificio di un uomo caduto in nome della giustizia, forse il gesto più importante e significativo che la politica possa compiere, affinché la commemorazione non si risolva in mera retorica, è quello di annunciare, con dati alla mano, l’avvio di una operazione di contrasto vera contro le varie forme di abusivismo commesse nel nostro territorio. Da quelle del commercio ambulante, a quella dei parrucchieri ed estetisti a domicilio, a quella delle strutture ricettive, solo per citare alcuni esempi.

4 Commenti
  1. Giovanni CGIL MOnreale scrive

    Battersi Per le cose giuste non favorisce l’amicizia al contrario si rischia anche sulla propia incolumità personale . Accadde 200 anni fà a Gesù Cristo e cosi fino ai nostri tempi . L’abusivismo anche se è per necessità danneggia tutta società civile che paghiamo le tasse . Noi pensionati , lavoratori dipendenti non possiamo sfuggire , però di abusivismo oppure di evasione ne abbiamo a che fare .Se si bandisse un concorso tra comuni Italiani ma anche siciliani propabilmente potremmo anche essere tra i primi a vincerlo . Un proverbio siciliano tra le zone del messinese recita cosi CU CAMPA RITTU MORI AFFRITTU . Fanno bene quelli che si arranciano poichè la politica glielò consente in modo indiretto .

    1. Alessandra scrive

      Gentile Giovanni, perché dare sempre la colpa alla politica. La responsabilità va ricercata in ognuno di noi. A cominciare dai clienti che comprano beni e servizi da soggetti che operano nella totale illegalità.
      Tutti noi assistiamo giorno per giorno alla vergognosa presenza in città di improvvisati venditori ambulanti di frutta e verdura che, sotto gli occhi della Polizia Municipale, operano senza il rispetto delle più elementari regole. Giusto per completezza di informazione mi permetto di citare alcuni adempimenti da rispettare per la vendita di prodotti alimentari:
      – possesso requisito professionale in capo al titolare, disponibilità di un mezzo autorizzato dal punto di vista sanitario, concessione suolo pubblico e pagamento della relativa tassa di occupazione, autorizzazione/scia amministrativa e sanitaria, implementazione manuale di autocontrollo H.A.C.C.P., iscrizione C.C.I.A.A., Apertura P. IVA e tenuta scritture contabili, iscrizione INPS e versamento dei contributi previdenziali, registratore di cassa telematico e così via.
      Per ognuno degli obblighi sopra descritti esiste un organo di vigilanza che dovrebbe controllarne la regolarità: la Polizia Locale per gli obblighi connessi al suolo pubblico e alla regolarità amministrativa, la Guardia di Finanza e l’Agenzia delle Entrate per gli obblighi fiscali, l’Ispettorato Nazionale del Lavoro per gli adempimenti in materia Previdenziale e del lavoro, gli Ufficiali Sanitari dell’ASP e il NAS dei Carabinieri per quanto riguarda gli aspetti igienico/sanitari.
      Come vede, caro Giovanni, i soggetti che dovrebbero intervenire sono parecchi.
      Francamente ritengo che anche i sindacati, di cui lei credo sia un esponente, dovrebbero fare la loro parte. A cominciare dal denunciare con forza il fenomeno del lavoro nero, grossa piaga del nostro territorio, e dal rifiutarsi di predisporre le pratiche del Reddito di cittadinanza e di altri sussidi per questi soggetti che solo sulla carta sono privi di reddito e che invece svolgono – sotto gli occhi di tutti – vere e proprie attività commerciali.

  2. pino scrive

    lo stato se ne frega .le regioni se ne fregano ,i comuni se ne fregano ,e loro lo fanno siete tutti buoni a parlare e poi ci campate con gli abusivi

  3. Giovanni CGIL MOnreale scrive

    ERo convinto che i miei commenti non li leggeva nessuno . vi ringrazio del commento sperando che le istituzioni incaricati di vigilare sulle illegalità denunziate facciano la loro parte . in verità non dovremmo essere noi a farglielo fare il loro dovere ma……… vorrei capire perchè non c’entra la politica . Ogni scelta del fare o non fare si chiama politica del fare o non fare . La cgil di monreale è stata la prima nel mese di marzo a chiedere al sindaco di vigilare su immotivati aumento dei prezzi tanto è vero che poi sono intervenuti il nucleo delle Guardie forestali ed hanno sanzionato . Grazie Alessandra e Pino

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