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Razza: “In Sicilia contagi inferiori alla media nazionale”

“Aumentano i casi di Coronavirus in Sicilia, oggi 140 in più di ieri, ma il dato cresce anche perché stiamo facendo sempre più tamponi”

PALERMO – “Aumentano i casi positivi in Sicilia, 140 in più di ieri, ma il dato cresce anche perché stiamo facendo sempre più tamponi”. Nel corso della diretta Facebook di questa mattina l’assessore regionale alla Sanità, Ruggero Razza, ha snocciolato una serie di dati sulla diffusione del Coronavirus in Sicilia e fornito indicazioni sulla strategia messa in atto dalla regione siciliana per combattere l’epidemia.

“Sono stati effettuati quasi 6.000 tamponi, di questi 630 sono risultati positivi. Un dato significativamente più basso rispetto alla media nazionale e soprattutto rispetto a quello delle regioni del centro-nord”.

La prossima settimana si dovrebbe registrare la crescita del contagio, ma il costante aumento dei reparti di terapia intensiva, 6/7 unità al giorno, farebbe ben sperare. Se il trend si mantiene costante “saremo capaci di accogliere il picco del contagio”

Abbiamo lavorato su 3 step, uno ad oggi, gli altri al 10 e al 20 aprile, così da essere pronti alla fase di crescita del contagio che non può trovarci impreparati”.

“Il piano regionale consentirà a tutte le province di resistere nella fase di maggiore contagio. Speriamo che non si verifichi, ma abbiamo il tempo necessario per svolgere il nostro lavoro con dignità, impegno, ordine e spirito di servizio”.

In Sicilia si sono registrati aumenti significativi di soggetti contagiati presso una RSA di Villafrati e a Messina, precisamente in una casa di riposo e nell’area dei pazienti fragili del Bonino Puleio, un’azienda che opera con soggetti neurolesi. 

Publiée par Ruggero Razza sur Dimanche 22 mars 2020

“È importante in questa fase – ha spiegato Razza – che venga fatta la ricostruzione epidemiologica dei casi che si stanno verificando. Abbiamo verificato che si tratta di persone che hanno avuto contatti con soggetti provenienti dalle aree di contagio nei 14 giorni precedenti. Ecco perché raccomandavamo una maggiore cautela nel rientrare in Sicilia e chiediamo ancora il rispetto delle disposizioni dell’ordinanza regionale sul contenimento, cioè l’isolamento volontario e la quarantena obbligatoria”.

Sul sito si sono registrate 37.000 persone. “Le regole di condotta valgono per i cittadini rientrati in Sicilia ma anche per i familiari. A casa non si possono ricevere visite”.

Razza ha rassicurato sull’efficacia del piano regionale, che a breve verrà presentato: “Il maggior numero di tamponi effettuati farà emergere maggiori casi positivi. Lavoriamo affinché ogni singola provincia possa gestire il fabbisogno di posti letto covid e di quelli per la terapia intensiva.

Più saranno i contagi, più potranno riguardare aree circoscritte, dove si seguiranno clinicamente tutti i soggetti che possono essere stati contagiati. Ma non verrà fatto il tampone a tutti. Il provvedimento sanitario è l’isolamento. Il virus presenta un’incubazione diversa da soggetto a soggetto. Quando la persona è isolata va osservata e il tampone effettuato solo quando verrà determinato il caso positivo”.

L’ordinanza del presiedete Musumeci prevede che per chi arriva in Sicilia il tampone venga fatto alla fine della quarantena. Diverso per il personale sanitario che giornalmente non può che essere monitorato.

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