Piero Capizzi, consigliere comunale di Alternativa Civica ed ex sindaco di Monreale, interviene sull’emergenza Coronavirus e su come il Comune normanno la sta affrontando. A Capizzi, in particolare, non è andata giù la mancata sottoscrizione del sindaco Arcidiacono alla lettera che una quarantina di primi cittadini del Palermitano hanno inviato al Governatore Musumeci, all’assessore alla Salute Razza e all’Anci.
I sindaci, capeggiati dal primo cittadino di Cerda, hanno chiesto formalmente che la Regione si faccia carico di avviare una una campagna di screening, attraverso l’esecuzione di tamponi orofaringei, sui cittadini giudicati a rischio come medici, farmacisti, cassieri e altri professionisti a contatto continuo con il pubblico. I sindaci hanno chiesto anche l’ausilio dell’Esercito Italiano per venire incontro alle forze dell’ordine disposte attualmente sul territorio.
Quello di Piero Capizzi non è un “intervento polemico” ma un intervento “da ex sindaco”, come riferisce a Filodiretto. Secondo l’ex primo cittadino monrealese una città come Monreale non “può chiedere l’intervento dello Stato e non partecipare poi a una iniziativa che serve a coinvolgere la Regione e l’Anci”.
Secondo l’esponente d’opposizione, inoltre, “in questo momento fare squadra e fare rete rappresenterebbe la condizione ottimale per fronteggiare il fenomeno e il sindaco non può dissociarsi e non può gestire l’emergenza in maniera autonoma”.
“Monreale è un grosso comune e deve fare sentire il suo ruolo – ricorda Capizzi ad Alberto Arcidiacono – Io mi sarei messo tra i promotori della sottoscrizione”.
Il consigliere di Alternativa Civica commenta anche l’azione del’amministrazione sulla gestione dei turni di lavoro dei dipendenti comunali : “In questo momento di difficoltà limiterei la presenza degli impiegati lasciando figure di presidio per i servizi essenziali”, ha detto.
forse quello che sta per contagiare di più è l’effetto salvini