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Coronavirus, ventimila rientri in Sicilia, Musumeci: “Serve una linea più ferma, si rischia l’emergenza sanitaria”

All’ospedale Cervello ricoverati due donne e tre uomini positivi ai test per coronavirus

PALERMO – Anche il presidente della regione siciliana Nello Musumeci chiede ulteriori restrizioni, come già richiesto da numerosi presidenti di regioni del Nord Italia.

Le misure adottate dal governo nazionale con la definizione di un’unica zona protetta non sarebbero sufficienti: «La Sicilia sostiene le misure varate dal governo centrale e si unisce alla richiesta di consentire a ogni Regione, in un quadro di condivisione con le istituzioni nazionali, di adottare iniziative ulteriori, purché non in contrasto. È il giusto compromesso per venire incontro a richieste legittime, come quelle della Lombardia, che nel sentimento di coesione nazionale non possono essere lasciate inascoltate”. 

Per il governatore della Sicilia ci sarebbe la necessità di adottare una linea ancora più ferma, resa indispensabile dal numero enorme di cittadini (oltre ventimila) che hanno lasciato proprio le regioni del Nord. “Nessuno vuole fare una corsa al primo della classe, ma tutti abbiamo il diritto e il dovere di proteggere le nostre popolazioni e dare il giusto tempo al sistema sanitario per prepararsi a una eventuale gestione emergenziale”.

Arriva l’ultimo bollettino medico dall’ospedale Cervello di Palermo. Presso il reparto di Malattie Infettive del Presidio sono ricoverati cinque pazienti positivi ai test per coronavirus (due donne e tre uomini).

Uno di questi pazienti è la Sig.ra proveniente dalla bergamasca che è in buone condizioni generali.

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