Calze della Befana con logo Forza Nuova ai bimbi di Trappeto, chieste dimissioni del sindaco

Cgil: “Fa davvero preoccupare che gli inconsapevoli bambini abbiano trovato il fascismo nella calza”

Il caso delle “calze nere” di Trappeto arriva alle cronache nazionali. Anche su “Il Fatto Quotidiano” è stata ripresa la polemica sull’evento organizzato dal gruppo locale di Forza Nuova a cui ha partecipato anche il sindaco Santo Cosentino. Un fatto che ha fatto saltare dalla sedia i cittadini del paese tanto caro a Danilo Dolci in cui il gruppo di estrema destra ha regalato dolci e caramelle all’interno di una calza nera con tanto di logo inciso. 

Non solo cittadini di Trappeto ma anche forze politiche, sindacati e associazioni hanno espresso il proprio sgomento non tanto per l’evento in se ma per la partecipazione di sindaco e la sua vice che adesso, tra le pagine de Il Tarlo, testata che per prima ha messo in risalto la notizia, cercano di smarcarsi dalla pioggia di polemiche. Insomma, il caso di Trappeto rischia i mettere in crisi la tenuta della maggioranza che deve fare i conti con una storia che ha portato alla ribalta nazionale il paese non per il suo mare, la sua tradizione o le sue bellezze ma per una polemica politica che, tra l’altro ha generato, la richiesta di dimissioni del sindaco da parte della Cgil. 

Intanto il deputato del Partito Democratico Carmelo Miceli ha annunciato sulla pagina Facebook un’interrogazione parlamentare sul caso.  “A Trappeto, in provincia di Palermo, Forza Nuova ha avuto il coraggio di donare ai bambini 100 calze nere, con la scritta ‘Forza Nuova’, piene di dolci. Il tutto alla presenza del sindaco e del vicesindaco. Non c’è nulla di più indecente di strumentalizzare la festa della Befana per fare apologia neo fascista con i minorenni. Una vergogna assoluta. Presenterò un’interrogazione parlamentare per far luce su questa squallida vicenda e sull’indecoroso e connivente atteggiamento dell’amministrazione locale!”.

Getta acqua sul fuoco il sindaco Cosentino.“Si tratta di un gruppo di giovani che al di là dell’appartenenza politica fa azioni positive come la pulizia dei giardini, delle strade. Noi apprezziamo queste azioni di utilità sociale. Nel momento in cui hanno organizzato questa giornata dedicata ai bambini ci hanno invitato a partecipare. Abbiamo voluto essere presenti come forma di riconoscenza. Non siamo i promotori dell’iniziativa: abbiamo trovato anche noi le calze di colore nero con la scritta “Forza Nuova” e siamo rimasti spiazzati. Non ci siamo messi a distribuire le calze ai bambini ma eravamo lì solo per rispetto ai più piccoli. Non condividiamo le ideologie di Forza Nuova, siamo operatori della pace e del dialogo ben lontani da qualsiasi ideologia fascista. La vicenda è stata strumentalizzata ma non c’è alcun sostegno a questo movimento nella maniera più assoluta. Qualcuno vuol fare apparire che noi abbiamo partecipato ad un’iniziativa di Forza Nuova per fare propaganda politica ma non è così. Mai e poi mai avremmo pensato che ci fossero delle calze nere”.

La Cgil però chiede le sue dimissioni.  “Fa davvero preoccupare che gli inconsapevoli bambini abbiano trovato il fascismo nella calza, per l’occasione nera giacché il buongusto non alloggia nell’estrema destra, della Befana 2020. Non ci stupisce che i neofascisti, in una operazione di maldestro maquillage, si travestano da brave persone. Davvero allarmante è invece la presenza – scrive in un comunicato il sindacato – all’iniziativa di Forza Nuova del sindaco e della vice sindaca del Comune di Trappeto, paese di Danilo Dolci, al quale peraltro è stato pure dedicato un murales che lo raffigura sul lungomare del paese. Condanniamo fortemente la connivenza del primo cittadino con le forze fasciste, confidiamo nella parte sana, che sappiamo esserci, dei cittadini, delle associazioni e dei movimenti civici del comune del palermitano, per promuovere ogni iniziativa utile alla richiesta di dimissioni del Sindaco”. Pronta la risposta di Cosentino: “Mi sembra un’esagerazione. Mi dimetterei se si trattasse di argomentazioni più gravi. Non siamo stati né promotori né sostenitori di questa iniziativa. Siamo stati lì in buona fede perché l’evento era indirizzato ai bambini. Non condividiamo l’idea della calza nera era meglio se fosse stata di un altro colore senza simboli politici”.

 

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