Messa di Natale nelle scuole, Di Prima (UCIIM): “Inopportuno celebrare atti di culto in orario curricolare”

Musumeci: “Avere rispetto per le religioni degli altri non significa dovere rinunciare alla nostra”. Di Prima: “Strumentalizzazione politica, ogni attività di culto solamente in orario extrascolastico, lo dice la legge”

Inopportuno celebrare atti di culto in orario curricolare, assistiamo ad una grave e insostenibile strumentalizzazione politica“. A dichiararlo non è un esponente anticlericale, né un politico di estrema sinistra, bensì il presidente regionale dell’UCIIM (Unione Cattolica Italiana Insegnanti, Dirigenti, Educatori, Formatori), la prof.ssa Chiara Di Prima, che a chiare lettere dichiara come legittima la posizione della Dirigente Anna Gangarossa riguardo alla inopportunità di celebrare atti di culto in orario curricolare”.

La Di Prima, dirigente scolastica, temporaneamente distaccata presso il Ministero dell’Istruzione, entra nel merito di una vicenda che ha assunto una portata nazionale. Quella della decisione della dirigente dell’Istituto comprensivo ‘Agrigento centro’ di annullare la messa di Natale in programma a scuola, “in segno di rispetto per le minoranze”. 

“Decisione legittima – spiega la Di Prima – che si fonda su un’ampia giurisprudenza, arricchita anche da due chiare ed esplicite Ordinanze del Consiglio di Stato (391 e 392 del 23 marzo 1993), nonché dalla Sentenza della Corte Costituzionale n.334/1996 e da Circolari del Miur”. Una posizione chiarita anche dal Vicario episcopale del Settore pastorale “Università e Scuola” con note e indicazioni sullo svolgimento degli atti di culto nella scuola.

In pratica, chiarisce la dirigente cattolica, ogni attività di culto deve essere consentita solamente in orario extrascolastico, altrimenti si potrebbe configurare come interruzione di pubblico servizio.

“Tra l’altro tale l’organizzazione – continua la rappresentante cattolica del corpo scolastico – oltre a garantire le minoranze, consente agli alunni la partecipazione con i genitori, senza scalfire per nulla la nostra cattolicità e rinsaldando, piuttosto, l’alleanza educativa con le famiglie, che in questo modo, partecipano liberamente insieme ai figli ad un’esperienza di fede condivisa”.

La scelta della Gangarossa, tra l’altro persona impegnata nel modo cattolico e Ministro dell’Eucaristia, aveva sollevato una alzata di scudi in vari esponenti politici regionali e nazionali che avevano gridato all’attacco alla fede cattolica. Anche il Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci si era unito al coro di critiche, stigmatizzando la scelta della dirigente come un grave precedente: «Celebrare a scuola una messa natalizia è tradizione plurisecolare, che si alimenta della matrice cristiana, giudaica ed ellenica alla quale si ispira la civiltà occidentale. In una scuola ormai multiculturale, la partecipazione degli alunni ad una funzione cattolica non può che essere libera e autonoma: ognuno preghi il proprio Dio. Ma avere rispetto per le religioni degli altri non significa dovere rinunciare alla nostra. Per questo ritengo che la dirigente scolastica abbia agito con un eccesso di prudenza che può costituire, però, un grave precedente».

Per la Di Prima staremmo invece assistendo ad una grave e insostenibile strumentalizzazione politica.

“Mettere in dubbio – dichiara la Di Prima – l’onesta intellettuale e la legittimità di scelte istituzionali prese nel rispetto dello Stato e delle sue leggi, rappresenta un pericoloso strumento di compromissione dell’immagine dell’Istituzione Scuola e del ruolo dei suoi Dirigenti Scolastici, quali garanti del Diritto e della Giustizia”.

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