Il porticciolo Bandita dagli anni d’oro a terra di nessuno. I volontari lo ripuliscono

I pescatori chiedono aiuto. Il fondale è pieno di macerie, residui dei bombardamenti del secondo conflitto mondiale

PALERMO – Il porticciolo Bandita un tempo, negli antichi anni dell’epoca Liberty palermitana, a cavallo tra il periodo dei Florio e il secondo conflitto mondiale, era meta di bagnanti, conosciuta anche per il buon pesce pescato distribuito in tutte le pescherie di Palermo. Adesso, purtroppo, tutto questo è un vago ricordo. I pochi pescatori rimasti a vivere nel luogo sono costretti ad allontanarsi dalla costa, per evitare il mare ormai deturpato e contaminato sia dalle macerie Liberty scaricate dopo la guerra nel fondo marino, sia dai liquami.

La situazione è giunta al collasso e i pescatori della zona hanno emesso un ultimo grido disperato, allertando l’opinione pubblica. Le varie associazioni hanno risposto all’appello e Filo Diretto ha voluto dar voce ai rappresentanti che oggi spontaneamente sono andati a dare il proprio contributo per ripulire il luogo dai rifiuti.

“Tempo fa – racconta Martina Ando, Presidente dell’associazione Artistico Azzizz art – abbiamo dedicato la riqualificazione di un tratto del bagno asciuga di Romagnolo. I pescatori del porticciolo la Bandita ci hanno, infatti, invitato a intervenire sulla costa sud e abbiamo deciso di coinvolgere nell’operazione di bonifica anche altre associazioni e gente del luogo, comprese le persone che abitualmente soggiornano con i camper. C’è molto da fare, dal dopoguerra a oggi poco o niente è stato fatto. Il fondale è pieno di macerie, residui dei bombardamenti del secondo conflitto mondiale. Infatti, l’area Liberty adiacente alla costa è stata smembrata e gettata a mare. Da 70 anni si aggiungono i liquami urbani senza che nessuna amministrazione abbia mai fatto qualcosa per ripristinare la costa protagonista dell’epoca della bella époque, degli anni di gloria, nota anche come zona balneare oltre che come luogo di pesca”.

“Per quanto riguarda lo status dei pescatori – interviene Sergio Oliva dell’associazione Compa aps – c’è ben poco da dire di felice, perché sono rimasti ormai ben pochi e campano alla buona. Una situazione che sta andando sempre più alla deriva per via di un’amministrazione assente. Qui si sa, è terra di nessuno, il clientelismo è stato presente nei vari decenni di gestione del territorio sia a livello comunale che regionale. Si spera che con le nostre iniziative si possa smuovere in qualche modo anche la sensibilità delle sfere istituzionali per fare qualcosa prima che sia troppo tardi”.

“Noi – spiega Marco D’Amico, Presidente dell’associazione Retake Palermo – abbiamo già partecipato tempo addietro a una bonifica dell’area porticciolo Bandita. Con gli amici di Azzizz art abbiamo afferrato al volo questa disperata richiesta dei pescatori. Adesso stiamo coinvolgendo anche altre associazioni per riprendere un’operazione lasciata prima in sospeso giunta al collasso. La spiaggia è un vero e proprio immondezzaio. Il primo di una lunga serie di eventi dove si cercherà di riqualificare questo tratto di costa anche cercando di riciclare i rifiuti più curiosi, arredando l’area per renderla attrattiva per l’utenza del luogo e per i turisti. Oggi alcuni studenti dell’Accademia delle belle arti di Palermo stanno facendo delle documentazioni video da sfruttare per la loro tesi che argomenterà su tale scempio ecologico. Noi stiamo portando avanti un progetto di educazione civica sulla riqualificazione del territorio, partendo dalla Scuola più grande d’Italia: l’Istituto Alberghiero Piazza. Coinvolgendo docenti e alunni in un comune concetto di diffusione del principio di tutela del territorio”.

“Abbiamo risposto all’appello come le altre associazioni – dice Pietro Urso Attivista Responsabile dell’Associazione 90127 – già interpellate, per senso civico: vedere nuovamente Palermo e la sua spiaggia integrale da Punta Raisi a Villabate pulita come nella belle époque. È un paradosso quello di dover percorrere chilometri per andare in altri luoghi quando meno di settanta anni fa c’era il porto della Bandita.

“Quando la Comunità delle associazioni chiama per eventi come quello di oggi, dobbiamo rispondere”. A dirlo è il consigliere della seconda circoscrizione, Pasquale Tusa. “La pulizia in questo porticciolo è un segnale di civiltà e educazione ambientale. Qui nessuno pulisce, neanche la RAP perché non rientra nel contratto di servizio, ecco perché va un grosso plauso a questi ragazzi. Per la prossima volta confido in una partecipazione da parte della gente della borgata”.

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