Monreale arriva la TARI: risparmi da 20€ a più di 80€, ma l’evasione rimane alta, al 40%

Per il 2018 accertati 2.785.000 € non versati nelle casse comunali: un pool di impiegati impegnato nella lotta contro gli evasori della TARI

MONREALEIn questi giorni stanno arrivando nelle case dei monrealesi i bollettini della TARI, la tassa che, per legge, deve coprire interamente il costo del servizio rifiuti svolto all’interno del territorio comunale. La tariffa, dal 2012, non è più parametrata alla sola quadratura dell’abitazione di riferimento, ma tiene anche conto del numero di componenti del nucleo familiare.

Il costo del servizio per il 2019 è di 6.203.882,19 €, in calo del 9% rispetto al 2018 (era € 6.827.005,99 €). Una differenza che si rifletterà sul costo in bolletta. In pratica, ci sarà una riduzione della tassa per nucleo familiare che andrà dai 20 € fino anche ad oltre le 70, come nel caso di famiglie di 6 componenti in abitazioni con superfici superiori ai 100 mq.

Per esempio, se una famiglia di 4 componenti che vive in un’appartamento di 100 mq nel 2018 ha versato 547 €, quest’anno si ritroverà a pagare circa 498 €. Ed ancora, un nucleo familiare di 4 persone, in un’abitazione di 50 mq, se aveva pagato l’anno scorso circa 448 €, quest’anno verserà 391 € nelle casse comunali. Invece un single, in un’abitazione di 50 mq, pagherà 192 € e non più 212 €.

Ma non saranno tutti i contribuenti a pagare. A Monreale la percentuale di furbetti della TARI si attesta intorno al 40%. Sono circa 17.000 i contribuenti accertati. Per il 2018, su un costo del servizio di € 6.827.006, sono stati riscossi 4.041.430 € (59%), e vi è un residuo di 2.785.576 €.

Nel 2017, su un accertato di 6.419.414 €, ne sono stati riscossi 4.283.855 (66%), rimanendone fuori 2.135.559. 

Ma, assicurano dagli uffici comunali, i furbetti non avranno vita facile. All’interno dell’ufficio Tributi del comune opera infatti un pool di impiegati impegnato da anni ad accertare quanto dovuto dai contribuenti monrealesi.

“È un lavoro che necessita di tanto impegno e di tanto personale – spiega il dott. Girolamo Campanella (nella foto), responsabile dell’ufficio Tributi -. Abbiamo 6 impiegati interamente dediti a questo tipo di attività. Gli accertamenti vengono fatti principalmente incrociando i dati che provengono dall’anagrafe e dall’ufficio TARI”. 

Ogni volta che il cittadino deve fare una variazione anagrafica, ad esempio del nucleo familiare o del domicilio, è obbligato prima ad autodenunciarsi all’ufficio TARI. Ma i dati utili all’ufficio Tributi provengono anche dal catasto e, in minima parte, dalle comunicazioni inviate dai notai relative agli atti di vendita. Una volta sistemata la banca dati, sono poche le variazioni da registrare, legate essenzialmente al fisiologico cambiamento anagrafico delle famiglie che si spostano di comune o di domicilio. La TARI soffre meno delle variazioni catastali che invece si ripercuotono sull’IMU. Abbiamo concluso gli accertamenti relativi al 2014 – prosegue Campanella – e stiamo lavorando sul 2015”.

Il carico annuale della TARI è costituito dai costi sostenuti per l’affidamento del servizio alla ditta che si occupa della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti, per le spese postali legate all’invio dei bollettini di pagamento, per il nolo delle apparecchiature utilizzate per il servizio, per il costo del personale comunale impiegato nelle operazioni di accertamento (una voce che incide per 158.000 €). A questo valore si deve aggiungere anche l’importo delle agevolazioni, anche se le uniche rimaste sono quelle legate al possesso della compostiera e all’ubicazione degli immobili nelle zone non servite dal servizio di raccolta. Incidono per il 30% della parte variabile, per un totale di 186.000 € (prima era di 600.000 €). Invece a fare ridurre l’importo totale della TARI sono gli incassi registrati nell’anno in seguito agli accertamenti fiscali iscritti a ruolo degli anni precedenti.

“L’obiettivo che ci ha imposto l’OSL (l’Organismo Straordinario di Liquidazione), è di chiudere entro il 30 giugno 2020 tutti gli accertamenti degli anni precedenti fino al 2017. Ma il nostro obiettivo  – spiega Campanella – è quello di arrivare ad allinearci all’annualità precedente entro il 2022, così da spostare le risorse sulla lotta all’evasione, e scovare quei cittadini totalmente sconosciuti all’erario”.

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