Monreale, lente d’ingrandimento sulla ditta Mirto ma anche sugli uffici del comune preposti al controllo

Controllo sul servizio svolto dalla Mirto srl: l’amministrazione Arcidiacono sostituisce il direttore dell’esecuzione del contratto e gli affianca due nuovi tecnici

MONREALEIl Tribunale Amministrativo della Sicilia non si è ancora pronunciato sull’interdittiva antimafia emessa dalla Prefettura di Palermo nei confronti della ditta Mirto SRL di San Cipirello.

A fine agosto la Prefettura aveva cancellato la società dalla white list. Il comune di Monreale di conseguenza aveva proceduto alla risoluzione del rapporto di lavoro con la società che si occupava del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti nel suo territorio, sostituendola con la New System Service di Marsala, giunta seconda nella gara d’appalto. Ma durante i giorni necessari al passaggio di consegne tra le due società, la Mirto, rappresentata dall’avvocato Giovanni Immordino, aveva impugnato l’atto dinanzi al TAR. Il Tribunale aveva sospeso l’interdittiva, consentendo così alla ditta di continuare a svolgere il servizio per il comune di Monreale, in attesa del suo pronunciamento.

Il servizio svolto dalla Mirto è stato comunque posto sotto la lente d’ingrandimento del comune e, indipendentemente dalla decisione dei giudici amministrativi, nelle prossime settimane potrebbe esserci degli sviluppi.

Alla società, nell’arco di questi ultimi mesi, sono state sollevate dal comune di Monreale una serie di contestazioni sulla conduzione del servizio. Innanzitutto per la mancata assunzione di 12 delle 60 unità ex ATO previste dal bando di gara. Oltre al mancato rispetto delle norme contrattuali, condizione che già di per sé avrebbe potuto portare il comune a togliere alla Mirto l’affido del servizio, l’ente pubblico si sarebbe trovato a pagare alla Mirto gli stipendi dei 12 dipendenti mai assunti. Si tratterebbe per il comune di un costo di 29.268 € mensili per del personale mai impiegato.

Alla Mirto viene contestato anche l’utilizzo di mezzi sprovvisti degli standard sulle emissioni inquinanti (Euro 6) previsti dal bando di gara. Ed ancora il comune ha inviato una nota alla società lamentando la qualità del servizio reso, che vede impiegato un numero di mezzi inferiore a quello previsto, con scadimento del servizio reso.

Secondo il progetto, la società avrebbe dovuto avvalersi di 6 autocompattatori a 3 assi, di 7 automezzi con vasca ribaltabile, di 1 automezzo lift con cassone scarrabile e di una spazzatrice stradale. Quest’ultima utilizzata per 480 ore annuali (che corrispondono a 40 ore mensili, quindi per un uso quasi giornaliero), al costo di 46,58 € l’ora (poi ridotto del 20%). La spesa annua sostenuta dal comune per la sola spazzatrice è di 17.886 €, ma il mezzo è stato visto pochissime volte operare nel territorio monrealese.

Ma l’attenzione dell’amministrazione Arcidiacono è stata rivolta anche all’attività svolta dagli uffici comunali preposti al controllo sulla corretta esecuzione del contratto di appalto. Emergono forti perplessità infatti sulla reale o quantomeno efficace azione di controllo, e dubbi sul perché le contestazioni fatte nell’ultimo mese non siano state mosse alla ditta anche nel corso dei mesi precedenti e per tutto il 2018.

Nei giorni scorsi, l’amministrazione Arcidiacono ha provveduto a sostituire il DEC (Direttore di esecuzione del contratto) incaricato con uno nuovo, il geometra Benedetto Sciortino, che è stato anche affiancato da due collaboratori tecnici, Francesco Lanza e Vincenzo Granà. Il Rup (responsabile unico del procedimento) è invece rimasto il dirigente Maurizio Busacca, al quale è stata chiesta una relazione dettagliata sulla gestione del servizio fornito dalla Mirto, e sulla congruità delle fatture pagate.

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