Salvo Intravaia (Diventerà Bellissima): “Tonino Russo? Non ha mosso un dito durante gli anni in cui al governo c’era il Pd. Ora si scopre Deus ex machina”

“Continui e gratuiti attacchi all’amministrazione comunale e al nostro movimento. Per due minuti di visibilità si è disposti a fare pagare anche un conto salato alla collettività”

MONREALE – “Gli “ex”, certo, hanno il diritto di esprimere la loro opinione come tutti gli altri cittadini, tenendo conto, però, che da non ex non sono riusciti a realizzare quello di cui adesso accusano gli altri, con una pesante caduta di stile per di più”. Salvo Intravaia, portavoce locale di Diventerà Bellissima, ha deciso di intervenire sulla questione del muro della villa comunale, “per fare chiarezza e per trasparenza nei confronti dei cittadini, più che per vis polemica”. A Monreale il gruppo di Diventerà Bellissima esprime un assessore, il presidente del Consiglio comunale e due consiglieri. “Diventerà Bellissima, insieme all’amministrazione comunale – spiega Intravaia -, è oggetto di un tiro al bersaglio privo di ogni finalità costruttiva”. 

Tonino Russo

“Tonino Russo, ad esempio, non si comprende bene a che titolo parli: da ex uomo del Pd, da ex Parlamentare nazionale o dall’unica posizione di non ex, quella di cittadino, che fortunatamente per il signor Russo mantiene, perché non soggetta al consenso popolare; perché laddove si è sottoposto al giudizio dell’elettorato è stato sempre sonoramente bocciato”.

L’esponente di Diventerà Bellissima raccoglie il guanto di sfida lanciato su questa testata da Tonino Russo, che, a proposito del finanziamento svanito all’ARS sulla ricostruzione del muro della villa comunale, chiosava: “Personalmente faccio a meno dei Roberto Paolini di turno, quei tizi che allungano il collo dietro personaggi famosi per farsi inquadrare durante i telegiornali e ricavarne una vuota notorietà”.

Marco Intravaia – Presidente del Consiglio Comunale

Un riferimento poco celato al presidente del consiglio Marco Intravaia, spesso al seguito del Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, ricoprendo il ruolo di capo della segreteria particolare del governatore.

“La saga degli inconsistenti”, ci va duro Salvatore Intravaia, in risposta anche “all’uscita pretestuosa dell’esponente di qualche partito di cui non si ricordano neppure le percentuali”. 

“Il costone della villa – ricostruisce l’esponente di Diventerà Bellissima  – è crollato nel 2011 quando governatore della Sicilia era Raffaele Lombardo, sostenuto dal Pd, partito che avrebbe espresso un suo uomo alla guida della Regione nella figura di Rosario Crocetta, per altri cinque anni. Ebbene, nessuno, è riuscito a smuovere nulla, meno che mai Russo; oggi, con un collegato alla finanziaria si pretende di compiere l’alchimia. Un’operazione di facciata dell’onorevole Giuseppe Lupo che se avesse realmente voluto risolvere il problema avrebbe esibito la stessa solerzia, decisamente con maggiori possibilità di successo, quando era in maggioranza al governo della Regione. A completare il quadro è giusto informare i cittadini su che cosa facesse Russo nel 2011, cioè quando era deputato nazionale (grazie ad una legge elettorale che non necessitava di voti personali per essere eletto). Lì dalla Capitale non ha mosso un dito non soltanto per il muro della villa, ma per Monreale in generale. Non si ricorda un’iniziativa promossa da lui, un finanziamento attivato grazie al suo impegno; ai cittadini potrebbe restare il sospetto che si sia fatto eleggere a Roma solo per riscaldare una delle tante poltrone di Montecitorio. Nel suo attacco cieco e irrazionale, evidentemente frutto di un’astinenza da protagonismo logorante per l’ex deputato, prende di mira il sindaco Alberto Arcidiacono, accusato di disinteresse, che è alla guida della città da appena due mesi; poi, per puro livore personale e con argomentazioni meschine, si scaglia contro gli uomini vicini al presidente della Regione, cioè il presidente del Consiglio Marco Intravaia, ovvero “quegli stessi uomini” che sono riusciti a convogliare un cospicuo finanziamento su borgo Borzellino, uno dei tre che la Regione intende recuperare; hanno sbloccato il finanziamento per completare il Guglielmo; si sono attivati per ottenere i due milioni e 400 mila euro per il restauro dei tetti e dei mosaici del duomo; hanno lavorato affinché fosse firmato il decreto di finanziamento del quartiere Carmine; con immediatezza si sono mossi per avviare l’iter di messa in sicurezza di monte Caputo e hanno ottenuto i finanziamenti per l’estate monrealese; anzi proprio la serata di sabato, durante la quale Monreale si è rivestita di luci emozionando cittadini e turisti, grazie alla Curia, è la prova che soltanto un impegno sinergico e senza egoismi può contribuire alla crescita e all’atteso rilancio della nostra città. Iniziative di ampio respiro i cui effetti tangibili si vedranno fra qualche mese, a dispetto di chi preferisce parlare di immobilismo soltanto per sminuire il lavoro altrui”.

“Le parole di Russo – conclude Intravaia – prive di ogni barlume di onestà intellettuale, avrebbero potuto scatenare una valanga di detriti e scorie, disinnescata dalle parole di equilibrio e buon senso del sindaco Alberto Arcidiacono e, soprattutto, di Roberto Gambino, che da quel che si comprende si è fatto portavoce del Mosaico e degli assessori Davì e Giannetto. Per due minuti di visibilità si è disposti a fare pagare anche un conto salato alla collettività. Il signor Russo dovrebbe meditare, e con lui i pochi che gli sono rimasti accanto, sulla famigerata massima “il potere logora chi non ce l’ha”.

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