Ars, vitalizi anche agli eredi dei deputati: ogni anno la Sicilia dona 18 mln. Ridimensionamenti in vista, ma inferiori al previsto

A differenza delle altre regioni, non sarebbe prevista la cancellazione degli assegni che passano dagli ex deputati agli eredi

PALERMO – Tra i provvedimenti che l’aula di Palazzo dei Normanni dovrà affrontare alla ripresa dei lavori, vi sarà quello che riguarda il taglio dei vitalizi. Il governo nazionale aveva stabilito che le regioni si dovevano adeguare alla legge nazionale che ne prevede almeno il ridimensionamento, pena il mancato trasferimento di buona parte dei fondi statali.

A questo punto il presidente del’Ars, Micciché, aveva istituito una commissione speciale per mettere a punto un disegno di legge, che a questo punto dovrebbe essere pronto. Essendo il testo provvisorio, non è stato ancora pubblicato sul sito, ma sembra che contenga ridimensionamenti inferiori al previsto.

A differenza delle altre regioni, non sarebbe prevista la cancellazione degli assegni che passano dagli ex deputati agli eredi, con la conseguenza di perpetuare un esborso da parte dell’Assemblea regionale siciliana non indifferente e prolungato nel tempo. Il testo comincerà quindi il suo lungo iter per arrivare chissà quando alla sua approvazione.

Ma non c’è un unico testo sui vitalizi, perché l’argomento è stato da sempre un cavallo di battaglia del Movimento cinque stelle, che a Palazzo dei Normanni, più di un anno fa, ha presentato un ddl che avrebbe tagliato i vitalizi di almeno il 40%, ma che non ha trovato uno sbocco concreto.

Nel frattempo la conferenza delle Regioni ha predisposto un testo adottato ovunque ma non in Sicilia, anche perché i deputati regionali dell’isola sono nati dal 1948, mentre in tutta Italia i consiglieri regionali sono stati istituiti nel 1974. Quindi l’Ars paga ancora i vitalizi a deputati della prima legislatura, che deceduti hanno passato il vitalizio agli eredi, creando una catena senza fine.

Ogni anno, nel bilancio dell’Ars, le pensioni e quindi i vitalizi pesano per un importo pari a 18 milioni di euro. Un costo esorbitante se si considera il disagio socio economico in cui è costretta a vivere tutta la Sicilia. Con il nuovo testo elaborato dalla commissione dell’Ars non è stato ancora calcolato il risparmio e il presidente della commissione Pellegrino di Forza Italia ha spiegato che comunque gli assegni agli eredi verranno ridimensionati.

L’appuntamento è fissato per il prossimo 10 settembre, data in cui dovrebbe essere esitato il documento e calendarizzato per l’aula. L’obiettivo è una approvazione entro la fine di settembre per evitare le sanzioni statali che oscillano tra i 20 mila e i 60 mila euro.

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