Incendio a Monreale, desolazione e silenzio inquietante. Ecco cosa rimane sotto il Castellaccio

Sono crollati anche alcuni pali della luce, i danni non sono ancora stati quantificati

MONREALE – Dopo la notte infernale, dopo le fiamme, i pianti, le fughe e la disperazione, ciò che resta sul promontorio di Monreale è un paesaggio lunare. C’è un silenzio strano sotto il Castellaccio, lungo la strada che conduce a San Martino delle Scale.

Alcune case sono state evacuate, gli sfollati sono stati ospitati da parenti mentre i locali della scuola A. Veneziano sono rimasti aperti in caso di necessità. L’odore di legno e resina bruciati  sono ancora insopportabili, mentre un canadair e un elicottero fanno avanti e indietro portando acqua nelle aree che ancora vanno a fuoco. Sono crollati anche alcuni pali della luce, i danni non sono ancora stati quantificati.

I vigili del fuoco e la protezione civile continuano a monitorare l’area. Dietro la tragedia di questa notte sembrerebbe esserci la mano di un folle che avrebbe agito verso le 21.30. Le fiamme si sono propagate velocemente, al punto che anche da corso Vittorio Emanuele, a Palermo, si distinguevano chiaramente.

E intanto è forte la rabbia dei cittadini, che hanno perso una vasta area boschiva di interesse naturalistico. In tanti ieri notte si sono adoperati per aiutare: chi faceva la spola con il proprio mezzo per trasferire gli sfollati, chi ha fatto nottata rendendosi disponibile ad ospitare eventuali bisognosi, senza contare l’incessante lavoro dei vigili del fuoco, della protezione civile e di tutte le forze dell’ordine che sono intervenute sul posto, nonostante l’aria fosse irrespirabile.

Anche alcuni consiglieri comunali, insieme al sindaco Alberto Arcidiacono, hanno trascorso la serata in mezzo al fumo per dare una mano in caso di necessità. Insomma, nonostante la tragedia, i monrealesi si dimostrano capaci di aiutare nel momento del bisogno.

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