- Riceviamo e pubblichiamo una nota stampa dell’ex deputato Tonino Russo
MONREALE – L’articolo di Caterina Ganci, pubblicato sulle colonne del vostro giornale, ha il merito di porre al centro del dibattito una questione molto importante per Monreale. Si tratta del finanziamento di 50 mila euro per la sistemazione della frana della villa Belvedere.
“Arrivano o no questi soldi?” è l’interrogativo che viene giustamente posto, nella speranza di non vederli svanire. Personalmente, ne sposo le ragioni e sento il dovere di provare a fare la mia parte da semplice cittadino quale da tempo ormai sono. Credo che ognuno debba interrogarsi su come non perdere questa opportunità che appare essere l’unica possibilità concreta all’orizzonte. Fin dall’inizio dell’iter della legge finanziaria, sono stato in contatto con l’on. Giuseppe Lupo che ha avuto il merito di presentare la proposta di finanziamento per l’intervento alla balconata del Belvedere. La settimana entrante, a Sala d’Ercole, si tornerà sulla questione e i 70 parlamentari regionali dovranno esprimere il proprio voto. Perché l’emendamento diventi legge, e a Monreale arrivino questi benedetti denari, occorre la metà più uno dei voti validi: 36 voti per essere matematicamente sicuri.
In altre parole, o la proposta viene condivisa da una maggioranza parlamentare, anche trasversale, o ci possiamo dimenticare la soluzione del nostro problema. Perciò mi sembra sensato rivolgermi ai partiti ed ai parlamentari che sono stati premiati dal voto dei cittadini monrealesi affinché dimostrino di essere attenti e, perché no, riconoscenti. Insomma, andando oltre le comparsate e le promesse di campagna elettorale ora c’è l’occasione per dimostrare se si è veramente amici della nostra città. Se l’emendamento verrà approvato, non sarà solo il successo di chi l’ha presentato, ma di chi lo ha votato e, soprattutto, della città intera che ne beneficerebbe. In queste ore ogni aspirante politico di rilievo ha l’occasione di dimostrare se davvero conta qualcosa (e serve alla nostra città) o se intende servirsi di Monreale solo in funzione di proprie ambizioni personali.
Mi auguro che nessuno si sottragga a quello che dovrebbe esser avvertito come un dovere morale verso la propria comunità. Altresì, mi auguro che i cittadini, almeno quelli più sensibili ed avveduti, siano esigenti di fronte ad una questione che riguarda ogni monrealese e perfino la dignità della città dinanzi ai cittadini del mondo che vengono a visitarla. Non si consideri uno sgarbo o un ricatto se mi farò carico di rendere pubblici i nominativi di chi ostacolerà la proposta, voterà contro, si asterrà o sarà assente. Ritengo troppo importante l’occasione che siamo riusciti a costruire perché possa andare sprecata. Per “portare a casa” il risultato sperato serve farsi sentire mettendo da parte la rassegnazione e la pigrizia. Del resto, dopo otto anni e mezzo di attesa nel degrado, complice il disinteresse di chi avrebbe dovuto occuparsene e invece se n’è fregato, sarebbe proprio l’ora di conquistarci un diritto che, davvero, ci spetta.