Corleone, raccolta fondi per defibrillatori. Pascucci: “Soggetti non verificati, qualcuno risponderà”

La ditta che ha raccolto i fondi si era presentata come organizzazione benefica, ma si è rivelata essere a scopo di lucro

CORLEONE – L’intenzione era semplicemente quella di dare un servizio in più alla città, ma le modalità sono più fumose di quanto sembrasse all’inizio. Accade a Corleone, pochi giorni fa, che dei signori rappresentanti la ditta Sarpiz Comunication (di cui non vi è traccia sul web) si presentino in Comune esprimendo l’intenzione di fare in modo che la città potesse avere dei defibrillatori.

Ricevono quindi una lettera firmata dal sindaco e iniziano a portare avanti una raccolta fondi in città per il nobile scopo. Se non fosse che, a un certo punto, si è visto che i fondi raccolti erano di molto superiori a quanto necessario e, specialmente, erano comprensivi di targhe recanti pubblicità della sedicente ditta.

Insomma, è nato il legittimo sospetto che non si trattasse di una associazione benefica che lavorava nell’interesse dei cittadini, ma di qualcuno che, forse nascondendo le sue vere intenzioni o peggio omettendo qualche dettaglio rilevante, ha tentato di sottrarre risorse ai cittadini vestendosi da buon samaritano.

“Quando abbiamo appreso i contorni della vicenda – ha dichiarato il sindaco Nicolò Nicolosi -, da cui si evince che i signori proponenti dell’acquisto, anziché essere associazione di volontariato o beneficienza, come apparivano, sono una ditta che opera per avere un guadagno, li abbiamo fermati e abbiamo fatto fissare dai vigili un incontro da loro programmato con un soggetto a cui avevano chiesto di versare contributi per questa iniziativa. Addirittura, prima di recarsi fisicamente a chiedere denaro, si facevano precedere da una telefonata in cui qualcuno sosteneva di chiamare da parte del Comune invitando a fare una donazione. Cosa assolutamente falsa”.

“Abbiamo contattato questi signori – prosegue il primo cittadino – riferendo loro che stavano violando le norme e abbiamo appena denunciato l’accaduto ai carabinieri. Lunedì alle 18 ci sarà in Aula consiliare un incontro con tutti i soggetti coinvolti per parlare dell’argomento e invitare i signori a restituire i soldi a coloro che ritengono di essere stati raggirati”.

Ma la questione che resta aperta riguarda il “come” sia accaduto tutto questo. E in tal senso è il gruppo di opposizione che insiste. “Questi signori vanno per il paese a raccogliere fondi con una lettera firmata dal sindaco – dichiara sull’accaduto Maurizio Pascucci -; per carità, l’opera è importante, l’installazione dei defibrillatori è un servizio sicuramente necessario, ma quello che stiamo dicendo da giorni è che una cosa è raccogliere fondi, altra cosa è destinare i fondi ai defibrillatori. Infatti viene fuori che siano stati raccolti più di 10.000 €. Il sindaco sostiene che, al momento della consegna di quella lettera, lui pensava che si trattasse di un’attività a scopo di beneficienza e non di lucro, e si è infatti impegnato a fare la denuncia ai carabinieri”.

“Non va bene, tuttavia – prosegue Pascucci -, che dei soggetti non verificati vadano in giro con una lettera del sindaco. Inoltre è accaduto che molti commercianti chiedessero rassicurazioni e la vicesindaco le desse su tutto. Il Comune non può prestarsi a fare queste cose. Chi ha gestito tutto questo, la vicesindaco Maria Clara Crapisi, naturalmente dovrà rispondere ai cittadini e politicamente in Consiglio comunale, perché ha fatto firmare una lettera al sindaco senza verificare prima e ha responsabilità politica di quanto avvenuto”.

In tal senso Pascucci e i consiglieri comunali del gruppo di minoranza hanno preparato un’interrogazione che verrà discussa in Consiglio comunale alla prossima seduta, in cui si cercherà di fare chiarezza su quanto accaduto. La speranza, adesso, è che i cittadini possano riavere indietro i soldi sottratti.

Commenta la notizia

L'indirizzo email non verrà pubblicato.