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Omicidio Nunzio Agnello, è giallo: indagini sulla vita privata e sugli affari di Marzio

SAN CIPIRELLO – I carabinieri di Monreale indagano sulla morte di Nunzio Agnello che ieri ha scosso la comunità di San Cipirello. Conosciuto da tutti come Marzio, il 41enne è stato trovato morto a due passi dalla sua abitazione di via Sandro Pertini dove abitava con la sua famiglia. Sarebbe stato massacrato di botte. Nel paese della Valle dello Jato lo conoscevano tutti, un tipo estroverso e gentile.

È mistero sulle cause del presunto delitto. Si era allontanato da casa giovedì sera dopo aver ricevuto una telefonata, poi nessuno l’ha più visto. Una ferita sulla fronte, altri segni sulle braccia e sul viso, il volto già scuro per il sangue rappreso e il caldo. Così è stato ritrovato il cadavere di Nunzio Agnello.

L’uomo viveva grazie ad un assegno di pensione per la sua disabilità e, di recente, era entrato in affari nel mondo delle costruzioni. Questa è la pista principale che starebbero seguendo gli investigatori della compagnia di Monreale che stanno scavando anche sulla sua vita privata. 

Sarà l’autopsia sul corpo del 41enne a chiarire le cause della morte. Una vistosa ferita alla testa e altri segni sul corpo comunque non lascerebbero dubbi sulle cause del decesso. Gli ultimi momenti di Marzio risalirebbero al giovedì scorso. L’arrivo di una telefonata e l’uscita da casa alle 19. Forse aveva un appuntamento con qualcuno. Poi dell’uomo non si è avuta più alcuna notizia. I familiari lo hanno cercato per tutta la serata di giovedì e tutto il giorno di venerdì. Ieri mattina il ritrovamento del cadavere in via IV Novembre, a pochi passi dalla sua abitazione.

Il ritrovamento è stato fatto dal fratello. Sul posto una macchia di sangue, ma non è affatto detto che Nunzio sia stato ucciso lì. Forse qualcuno lo ha riempito di botte altrove e poi ha lasciato il corpo vicino all’abitazione di famiglia. Un particolare che saranno adesso i carabinieri ad accertare e indizi utili arriveranno anche dall’esame autoptico.

Nel frattempo gli investigatori stanno cercando di ricostruire le ultime ore della vittima e per questo saranno esaminati i tabulati telefonici che forniranno una radiografia precisa delle sue frequentazioni.

Se dovesse essere confermata ufficialmente la pista dell’omicidio i carabinieri potrebbero seguire la pista del tradimento da parte di qualcuno che lo voleva fare fuori. Agnello potrebbe essere andato a quell’appuntamento senza sapere di stare andando incontro alla morte e non sapeva che si potesse trattare di una trappola. Come detto, gli inquirenti al momento si concentrano su due ipotesi. Agnello sarebbe potuto finire nella rete di una presunta vendetta sentimentale oppure l’omicidio potrebbe essere legate ad alcuni affari che stava seguendo con un’impresa di costruzioni di cui, sarebbe stato l’intestatario. 

«Mio fratello  è un innocente – ha detto ai microfoni del Tg3 la sorella Giovanna – era amico di tutti, era affettuoso e gentile con tutti. Forse è stato un pazzo»

 

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