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Furbetti del reddito di cittadinanza. 26 casi a Palermo. La consorte disoccupata richiese al Caf il reddito di cittadinanza, mentre il marito lavora in nero

PALERMO – Rischiano da uno a sei anni di carcere, i furbetti del reddito di cittadinanza. Serrati procedono i controlli dei Carabinieri per beccare chi percepisce il sussidio ed invece non dovrebbe. Nell’ultimo mese, diversi casi sono stati scoperti.

La scorsa settimana, pizzicato un uomo a Pioppo che stava montando un cancello di ferro in una villa. Nel corso dei controlli incrociati con la banca dati dell’Inps è emerso che era beneficiario del reddito di cittadinanza per un importo mensile di 780 euro. È stato denunciato e la carta acquisti sottoposta a sequestro. Giovedì scorso, a perdere il benefit era stata una coppia di Acqua dei Corsari. Il nucleo familiare percepiva oltre 1000 euro al mese, ma intanto il marito preparava dolci nel laboratorio di un bar. Un altro caso è accaduto in un supermercato di Palermo, una coppia avrebbe invece proposto di pagare la spesa con la carta gialla, poi una volta fuori la signora glieli avrebbe restituiti cash. Qualche giorno fa, scoperto ad Alcamo un altro operaio che lavorava in nero e che usufruiva dell’indennità per disoccupati. La scoperta è avvenuta ad opera dei Carabinieri, impegnati in alcuni controlli condotti nei cantieri edili di San Vito lo Capo e Alcamo. Sono stati trovati cinque lavoratori irregolari. Tra questi, in seguito ad ulteriori accertamenti, gli agenti hanno appurato che uno di loro riceveva il reddito di cittadinanza.

Sono state distribuite già ben 110.000 card. La Sicilia è la seconda regione d’Italia, dopo la Campania, per numero di persone che hanno diritto al sussidio. In un mese nell’isola ne sono stati scoperti e defraudati della carta degli acquisti ben 26, di cui una decina nella sola provincia di Palermo. 

In questi ultimi mesi diversi sono i controlli da parte delle forze dell’Ordine eseguiti in cantieri edili, attività commerciali, attività di ristorazione. Ogni qualvolta è stato individuato un lavoratore in nero sono scattati i controlli incrociati con la piattaforma Inps, per verificare se queste persone avessero fatto richiesta del reddito di cittadinanza.

Nei casi finora riscontrati la dinamica è sempre uguale. La consorte disoccupata va al Caf e fa richiesta del reddito di cittadinanza per l’intero nucleo familiare, mentre il marito lavora senza essere messo in regola. Ogni volta il reato viene compiuto in concorso, quindi la denuncia scatta per entrambi i coniugi.

Ma la guerra non è solamente ai furbetti che percepiscono il reddito di cittadinanza mentre lavorano in nero. Controlli serrati si prevedono anche per chi rifiuta il lavoro.

Chi rifiuta un’offerta di lavoro congrua, difatti, sarà segnalato alla Guardia di Finanza per essere sottoposto a controlli. Le Fiamme Gialle, in particolare, dovranno verificare che il beneficiario del reddito che rifiuta il posto non stia lavorando in nero. 

In particolare, sottoscrivendo il patto per il lavoro, ci si obbliga a registrarsi sull’apposita piattaforma digitale Siulp, e a consultarla quotidianamente come supporto nella ricerca del lavoro. Inoltre bisogna sostenere eventuali colloqui psicoattitudinali e prove di selezione finalizzate all’assunzione, su indicazione dei servizi competenti e in attinenza alle competenze certificate. Ma la cosa più importante è che quando arriva la proposta di lavoro occorre accettare almeno una di tre offerte di lavoro congrue. In caso di fruizione del reddito in fase di rinnovo, deve essere accettata, a pena di decadenza dal beneficio. 

1 Commento
  1. indignato scrive

    Invito tutti i cittadini che ne siano a conoscenza di denunciare (anche in forma anonima) alle Forze dell’Ordine i “furbetti” del reddito di cittadinanza.
    Basta con chi in spregio di qualsiasi regola e fregandosene di chi veramente è in gravi condizioni economiche, percepisce fraudolentemente il reddito di cittadinanza.

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