Palermo, studenti e docenti manifestano contro le intimidazioni a scuola. Salvini: “Voglio incontrare la prof e gli studenti”

Non è l’unica iniziativa di oggi. Alle 17, di fronte l’ITI Vittorio Emanuele III, un’altra manifestazione organizzata da Flc, Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Gilda e Snals Sicilia

Palermo, 17 maggio 2019 – Si è svolto oggi a Palermo, davanti i cancelli della Prefettura in via Cavour, il presidio “Sospendiamo Salvini”. Un nutrito gruppo di studenti e docenti è sceso in strada per dire “basta” alle intimidazioni nelle scuole, fenomeni di cui l’attuale governo si sta tristemente rendendo artefice.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la sospensione della professoressa Rosa Maria Dell’Aria, colpevole di non aver vigilato sui contenuti di un elaborato audiovisivo prodotto dagli studenti dell’istituto tecnico Vittorio Emanuele.

Gli studenti hanno associato il decreto sicurezza voluto da Matteo Salvini alle leggi razziali in epoca fascista. La professoressa Dell’Aria, secondo il ministero che ha emesso la sospensione, avrebbe dovuto impedire questa associazione. Sostanzialmente la professoressa è colpevole di non aver limitato il libero pensiero degli studenti.

Ma il presidio in Prefettura non è l’unico che oggi sta animando Palermo: un’altra iniziativa, organizzata dalle segreterie di Flc, Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Gilda e Snals Sicilia, si è tenuta alle 17 davanti l’ITI Vittorio Emanuele III per esprimere solidarietà nei confronti dell’insegnante sospesa.

In molti stanno cominciando a preoccuparsi seriamente per la deriva dell’attuale governo: i movimenti di estrema destra si sentono sempre più autorizzati a commettere reati di apologia del fascismo, le inclinazioni xenofobe e omofobe di alcuni strati della società italiana sono sistematicamente fomentate e adesso alla lista si aggiungono modalità punitive da parte del ministero dell’istruzione. “Il prossimo passo è il ritorno all’Opera nazionale balilla?” chiede sarcasticamente – ma forse non troppo – Anna Ascani, vicepresidente del Pd.

Oggi stesso Matteo Salvini ha annunciato che sarà a Palermo la settimana prossima per commemorare il giudice Falcone, e coglierà l’occasione per incontrare gli studenti e la professoressa Dell’Aria per “spiegare cosa sto facendo per la sicurezza del mio Paese e la distanza abissale tra le mie idee e progetti e le leggi razziali del periodo fascista”.

Nel frattempo in tutta Italia fioriscono striscioni anti-Salvini sui balconi delle case. Ad intervenire prontamente sono le squadre di polizia, che entrano in case private per rimuovere le manifestazioni di dissenso dei cittadini. E la Digos scippa telefoni dalle mani di adolescenti che provocano il ministro degli Interni.

Eppure Matteo Salvini non perde occasione per indossare i panni della vittima, affermando di ricevere continuamente insulti e minacce di morte. Più o meno gli stessi insulti e minacce di morte che hanno ricevuto le persone che lo stesso ministro ha gettato in pasto ai leoni da tastiera solo perché lo contestavano.

Sembra, insomma, che il dissenso non solo non sia benvisto dall’attuale governo, ma che stia diventando una pratica censurabile o addirittura punibile.

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