Chiede il reddito di cittadinanza, ma il marito lavora in nero. Beccati dai carabinieri

Scoperti i primi furbetti del reddito di cittadinanza

Termini Imerese, 10 maggio 2019 – Sono stati deferiti in stato di libertà dalla Procura di Termini Imerese i due coniugi di un comune delle Madonie, accusati di indebita percezione del reddito di cittadinanza.

Lo rendono noto i Carabinieri del nucleo operativo per la tutela del lavoro di Palermo, che durante una ispezione presso un cantiere edile privato hanno riscontrato la presenza, tra gli altri, di un lavoratore in nero la cui moglie aveva presentato, nel mese di marzo, domanda per il conseguimento del reddito di cittadinanza per il nucleo familiare. La domanda era stata accolta, ma il pagamento non ancora eseguito. La moglie avrebbe quindi omesso la variazioni del patrimonio, provenienti tra l’altro da attività irregolare.

Deferito all’autorità giudiziaria anche un socio-amministratore della ditta edile ispezionata, per una serie di violazioni in materia di sicurezza sul lavoro (ponteggio metallico non idoneo, mancanza di parapetti, uso di cavi elettrici senza precauzione, mancanza di servizi igienici, assenza di personale addetto alle emergenze, mancanza di aree di stoccaggio materiale, mancata formazione ed informazione dei lavoratori, PIMUS mancante di contenuti minimi e nessuna sorveglianza sanitaria dei lavoratori).

Sono state contestate sanzioni amministrative per l’ammontare di 5.000 € nonché ammende per 52.000 €.

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