Ballottaggio, Asse Arcidiacono-Gambino: “Togliere Monreale da una successione e chiudere un ciclo nefasto Caputo-Di Matteo-Gullo-Capizzi”

Gambino: “Un progetto civico che non appartiene né alla destra né alla sinistra né al centro ma appartiene alla città”

Monreale, 8 maggio 2019 – L’importante non è vincere le elezioni, così come non rappresenta la vera difficoltà. Per Alberto Arcidiacono il compito più difficile, oltre amministrare una città in “decadimento”, è quello di portare alle urne quella fetta di cittadini (circa il 45%) che nella prima tornata elettorale ha deciso di non esprimere il voto. Un passo che il candidato sindaco di Monreale, al ballottaggio il 12 maggio, ha deciso di compiere alleandosi con Roberto Gambino, candidato che ha raggiunto il 15%.

Abbiamo fatto una valutazione – spiega Arcidiacono – quella di mettere insieme uomini giusti e non giusto degli uomini, perché l’obiettivo è dare una risposta immediata, far cominciare a credere che le persone non sono tutte uguali far credere che la politica può essere una cosa bella, una cosa pulita e noi siamo puliti non abbiamo macchie. Il nostro compito sarà quello di andare a pulire quello che hanno fatto”.

“La soluzione a questo decadimento è in mano nostra, un futuro che da troppi anni viene negato. Abbiamo messo a confronto i programmi, non abbiamo seguito logiche di spartizione. Abbiamo avuto la responsabilità necessaria per riproporci con un nuovo gruppo, una famiglia allargata. Stiamo mettendo in campo le migliori risorse a nostra disposizione”.

“Qualcuno sempre con il sorriso in bocca – continua – non ha ben compreso che ha fatto fallire un comune. Siamo convinti di avere lavorato bene e di aver fatto la scelta giusta, un apparentamento raggiante, e siamo convinti sia ben compreso dalla città. Siamo felici di aver fatto questo passo, era fondamentale allargare e attingere da dove abbiamo visto tanta qualità”.

“C’è chi cerca la pagliuzza negli occhi altrui – commenta Roberto Gambino la polemica nata sui social -, chi ha accostato il nome del movimento il Mosaico con Cosa Nostra e anche il mio nome: valuteremo caso per caso e ci rivarremo sulle persone che hanno detto cose pesanti e senza senso, dettate dal nervosismo e dalla disperazione di chi tresca con La Corte a Pioppo o pezzi di Forza Italia. Abbiamo fatto una campagna elettorale basata sui programmi, su questioni che attengono alla città e ai suoi problemi e su come affrontare le emergenze”.

Il Mosaico vuole contribuire nella riorganizzazione del comune e delle risorse umane in difficoltà e nel rilancio culturale oltre che sulle politiche sociali. “Tutte le associazioni del territorio – dichiara Gambino – vanno chiamate a collaborare a prescindere dall’appartenenza politica. Il comune deve essere garante e amico di tutti. A noi interessa che Alberto sarà il garante di questo progetto. Noi dobbiamo diventare un comune nuovo e rinnovato nello spirito. Abbiamo un grande potenziale che per la prima volta stiamo mettendo assieme, per un progetto condiviso. Un progetto civico che non appartiene né alla destra né alla sinistra né al centro ma appartiene alla città e ai suoi cittadini”.

Un progetto chiaro e trasparente, lo ha definito Gambino. “Un progetto di rinascita che non appartiene ad una parte ma alle energie migliori che si devono incontrare. Quello che si sta facendo è per l’esclusivo rilancio della città di Monreale. Noi staremo accanto con una serie di laboratori programmatici e di progettualità. Siamo nati anche per un’altra missione: quella di chiudere un ciclo nefasto che appartiene al passato. Dobbiamo chiudere con il ciclo Caputo-Di Matteo-Gullo-Capizzi dobbiamo chiudere questo ciclo”.

“L’obiettivo della condivisione dei punti programmatici è stato raggiunto quindi la fusione dei due programmi dei candidati sindaci è avvenuta. Un programma ambizioso, di cui sono stato in parte l’artefice. La linea è dare una svolta positiva alla città. Siamo tifosi della città di Monreale”. Dichiara Francesco Macchiarella, di Monreale Bene Comune.

Frutto di una discussione animata del movimento e della democrazia – ha detto Francesco Troìa -. Una scelta consapevole. È stato fatto un accordo sul programma a differenza di quello che i nostri avversari dicono. Siamo e saremo determinanti. Una scelta fatta consapevolmente. Arcidiacono non ci ha offerto poltrone, a differenza di Capizzi. Alberto ha spinto noi a stipulare l’accordo ad entrare in giunta”. Poi continua cercando di mettere un punto a frasi pesanti che sarebbero state scritte. “Il nervosismo della controparte lo posso capire, ma non tollero chi ha scritto ‘dalla Nostra Terra al Mosaico a Cosa Nostra il passaggio è breve’. Chi ha scritto questo risponderà nelle giuste sedi. Gambino sarà il garante del nostro progetto. La presenza di Marco Intravaia è sicuramente garanzia per il ruolo istituzionale che porta a un percorso di legalità a cui noi dobbiamo attenerci. Abbiamo in giunta Rosanna Giannetto, è stata messa lì a garanzia, è il volto della coalizione del Mbc e del Mosaico. Con te vogliamo amministrare e risollevare le sorti di questo paese”.

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