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Palermo, corruzione e truffa ai danni dello Stato, 14 misure cautelari a imprenditori e funzionari. Ruperti: “Le istituzioni non erano complici”

Palermo, 7 maggio 2019 – Si è tenuta questa mattina, presso la Questura di Palermo, la conferenza stampa in cui il capo della squadra mobile di Palermo, Rodolfo Ruperti, ha rivelato i dettagli sulle misure cautelari scattate questa mattina contro 14 soggetti accusati a vario titolo di corruzione e truffa ai danni dello Stato.

“Abbiamo eseguito 14 misure cautelare in un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Palermo, condotta dalla squadra mobile. È stato attenzionato particolarmente il Provveditorato alle opere pubbliche e, tra i soggetti colpiti dalla misura cautelare, ci sono degli ingegneri ed altri funzionari per una serie di episodi corruttivi e di truffe ai danni dello Stato”.

La novità è che adesso, con la nuova normativa introdotta a gennaio con la cosiddetta legge “spazzacorrotti”, gli imprenditori non potranno contrattare con la pubblica amministrazione per 12 mesi.

“Gli imprenditori piegavano l’interesse pubblico di queste opere al loro arricchimento. È stata ricostruita una prassi che riguardava diversi appalti, in particolare per la ristrutturazione di scuole primarie e secondarie e alloggi per caserme delle forze dell’ordine. Le istituzione appaltanti non erano complici di questo meccanismo, la corruzione avveniva tra gli imprenditori che appaltavano il lavoro e il pubblico funzionario che era preposto al suo controllo”.

Come già noto le indagini hanno avuto inizio dalla denuncia di un imprenditore edile, e sono proseguite tramite intercettazioni e appostamenti.

“Gli appalti tenuti sotto osservazione sono stati numerosi – conclude Ruperti -, quelli contestati dalla nostra ricostruzione, e condivisi dal Gip, attualmente sono 8. Dalle ricostruzioni emerge che la percentuale richiesta fosse di circa il 2-3%”.

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