Palermo, corruzione elettorale. Gli ex deputati regionali Nino Dina e Franco Mineo condannati a 8 mesi

5 euro per un voto, ma anche pacchi di pasta del “Banco opere di carità”. In tutto inflitte 16 condanne

Palermo, 26 marzo 2018 – 8 mesi per l’ex deputato regionale dell’UDC Nino Dina, uguale condanna per Franco Mineo, ex parlamentare di Grande Sud.

La sentenza, emessa dalla quinta sezione del Tribunale di Palermo, riguarda anche altri 20 imputati coinvolti nell’inchiesta denominata “Agorà”, condotta dalla Guardia di Finanza, nata nel 2015 quando la Procura di Palermo ipotizzò i reati di corruzione elettorale aggravata, malversazione, millantato credito e peculato.

Un’inchiesta, coordinata dal Pubblico Ministero Amelia Luise, che aveva inizialmente coinvolto 28 persone, tra queste anche l’ex deputato regionale Roberto Clemente, precedentemente condannato con rito abbreviato.

10 anni e 10 mesi sono stati invece inflitti a Giuseppe Bevilacqua. Sembrerebbe essere lui la figura centrale dell’inchiesta che in seguito avrebbe coinvolto altre persone. Bevilacqua avrebbe ottenuto pacchetti di voti in cambio di denaro, cinque euro al voto. Avrebbe anche ringraziato gli elettori utilizzando i generi alimentari del “Banco opere di carità”, all’insaputa però dei volontari.

Siamo nel corso della campagna elettorale per le comunali 2012. Bevilacqua si era candidato al consiglio comunale di Palermo, ma non riuscì ad essere eletto. Ma secondo inquirenti, avrebbe utilizzato questi pacchetti di voti in occasione delle regionali 2012, mettendoli a disposizione di Dina, Mineo e Clemente. Dai candidati avrebbe ottenuto in cambio finanziamenti per associazioni e incarichi per propri familiari.

Dei 22 imputati sono stati condannati in 16:

Teresa Bevialcqua condannata a 4 anni e 6 mesi, Anna Brigida Ragusa a 4 anni e 5 mesi, Pietra Romano a 4 anni e un mese, Giusto Chiaracarne a 4 anni. 2 anni e 6 mesi inflitti a Domenico Noto, a Giuseppa Genna e Salvatore Ragusa, un anno e 4 mesi Natale Gambino, un anno a Giuseppe Antonio Enea, 8 mesi a Carmelo Carramusa, Salvatore Cavallaro, Onofrio Donzelli e Vincenzo Di Trapani. Assolti Pietro Cosenza, Enzo Fantauzzo, Salvatore Machì, Fernando Vitale, Salvatore Zagone e Agostino Melodia.

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