Per Arcidiacono l’avversario da battere è Capizzi, il sindaco del dissesto

Tanti sostenitori e una squadra ben strutturata, ma ancora nessun cenno su come affrontare le criticità della città

Monreale, 24 marzo 2019 – Capizzi è l’avversario da battere, Capizzi è il sindaco del dissesto. È questo il messaggio dato, ripreso, rimodulato in tutti modi, e che è effettivamente passato nel corso dell’apertura della campagna di Alberto Arcidiacono svoltasi ieri pomeriggio presso la Sala Biagio Giordano del complesso monumentale Guglielmo II. 

Nei vari interventi che si sono susseguiti si è parlato sempre e solo di Capizzi (e in parte del suo segretario generale), rappresentato come la causa di tutti i mali della comunità monrealese. Da qui la necessità di scendere in campo, per evitare che la città ricada nelle sue mani per i prossimi cinque anni. 

Nessun cenno è stato rivolto invece agli altri sei candidati alla carica di primo cittadino, neanche a chi, nel passato più o meno recente, ha già assunto un ruolo di amministratore della città, da primo cittadino o da consigliere di maggioranza.

Una scelta per volerne sminuire la forza elettorale o per evitare di attaccare chi, dopo il 28 aprile, potrebbe trasformarsi in un potenziale alleato.

Se Beppe Geraci ha premesso che non si vuole sparare sulla Croce Rossa, “sarebbe troppo facile”, l’attacco a Capizzi e al suo segretario generale hanno rappresentato invece proprio il filo conduttore di tutti gli interventi. E d’altronde cosa sarebbe stato più agevole, per strappare applausi e infervorare il numerosissimo pubblico accorso, che stilare il lungo elenco delle inefficienze e dei disagi che vive il paese, così come dei risultati mancati da quel “Cambio di Logica” tanto decantato cinque anni fa dal candidato Capizzi?

È rimasto invece deluso chi, dopo un’attenta e meticolosa disamina delle criticità monrealesi, attendeva di venire a conoscenza delle soluzioni proposte. Avrebbero fatto probabilmente la differenza e dato un altro e superiore tenore all’incontro. Una fase ancora prematura, secondo Alberto Arcidiacono, che ha anticipato come il programma verrà reso noto solo dopo averlo depositato in comune. 

Geppino Pupella, potenziale vicesindaco di una eventuale amministrazione a guida Arcidiacono, ha però garantito come la sua professionalità e la sua esperienza politica passata sarebbero state una garanzia della qualità e della concretezza del loro progetto politico. 

Se quella di ieri voleva essere anche una prova di forza, l’obiettivo è stato centrato sicuramente. L’aula stracolma, e la coda di persone nei corridoi, sono serviti a rimarcare la dimensione dell’appoggio elettorale di cui gode Arcidiacono. Un messaggio rafforzato dalla presenza di una lunga schiera di consiglieri comunali, di ex assessori della giunta Capizzi, del Vicecommissario UDC per la Sicilia Ester Bonafede, a dimostrazione che la squadra poggia su una base solida, e ben strutturata. Una squadra in parte diversa da quella che lo aveva sostenuto 5 anni fa, della quale alcuni componenti sono confluiti oggi verso un’altra proposta elettorale. 

Una squadra che invece conta molti soggetti politici che hanno avuto un ruolo nei primi anni di amministrazione Capizzi, ma che, delusi, hanno abbandonato il sindaco durante il suo mandato.

L’effetto c’è stato, come ci fu sicuramente cinque anni fa, quando l’aula consiliare venne riempita, ma a spuntarla fu Capizzi. 

Oggi dalla sua Arcidiacono però può contare su un altro alleato, la disaffezione e la sfiducia che il sindaco uscente ha tra l’elettorato monrealese, un valore aggiunto non indifferente che il 28 aprile potrebbe fare la differenza.

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