Monreale, 8 marzo 2019 – “Mentre il Comune di Monreale rende omaggio alla giornata della donna presso Casa Cultura “Santa Caterina” con la partecipazione di tutte le scuole, nega il servizio di scuolabus a un alunno diversamente abile che viene accompagnato dai genitori per partecipare alla manifestazione e al ritorno dalla Dirigente Scolastica col proprio mezzo da P.zza Canale per riportarlo a scuola”.
La forte e amara critica proviene dalla dirigente dell’ICS “Margherita di Navarra” di Monreale, la Prof. Patrizia Roccamatisi.
“In qualità di Dirigente Scolastica ma soprattutto di genitore, non posso che manifestare sdegno verso chi ha negato, oggi, un diritto a un alunno diversamente abile non conoscendo a fondo, non soltanto la norma ma soprattutto non “ri-conoscendo” il diritto alla vita inerente ad ogni essere umano per assicurare l’effettivo godimento di tale diritto da parte delle persone con disabilità su base di eguaglianza con gli altri”.
“Diritto allo studio e all’inclusione – spiega la dirigente scolastica – che troppo spesso appare un ‘problema’ di cui è meglio non parlare e/o dimenticare. Chi non dimentica, però, sono le persone con disabilità, i loro genitori e familiari e quella parte sempre più numerosa della società civile che pretende il diritto all’inclusione scolastica, sancito tra l’altro dalla Convenzione Onu sui Diritti delle Persone con Disabilità che con Legge n. 18 del 3 marzo 2009 l’Italia ha ratificato e reso esecutiva. Adottata dall’Assemblea generale dell’ONU il 13 dicembre 2006 ed entrata in vigore il 3 maggio 2008, la Convenzione promuove e tutela i diritti umani e le libertà fondamentali delle persone con disabilità, assicurandone il pieno ed equo godimento.
In particolare l’art 3 enuncia i principi generali della Convenzione come: iI rispetto per la dignità, l’autonomia individuale, la “non-discriminazione”; la piena ed effettiva partecipazione e inclusione all’interno della società; il rispetto per la differenza e l’accettazione delle persone con disabilità, la parità di opportunità; l’accessibilità; il rispetto per lo sviluppo delle capacità dei bambini con disabilità e il rispetto per il diritto dei bambini con disabilità a preservare la propria identità.
La Convenzione, pertanto, è ispirata ad un nuovo approccio alla disabilità, che riconduce la condizione di disabile all’esistenza di “barriere di diversa natura” che ostacolano la sua partecipazione nella società ed identifica nel superamento di tali barriere l’obiettivo da raggiungere per realizzare quei principi fondamentali prima citati che oggi il Comune, purtroppo, ha disatteso”.