Prorogate le indagini preliminari per i fratelli Caputo. Si allarga l’inchiesta. Coinvolti l’assessore regionale Totò Cordaro e il capogruppo all’ARS di “Diventerà Bellissima” Alessandro Aricò

37 gli indagati. L’inchiesta riguarda le elezioni regionali del novembre 2017 e le comunali di Termini Imerese per voto di scambio. Tra gli indagati il sindaco termitano e l’ex assessore

Salvino Caputo e Mario Caputo
Salvino Caputo e Mario Caputo

Termini Imerese, 19 febbraio 2019 – È stata notifica la proroga delle indagini preliminari ai fratelli Salvino e Mario Caputo, in relazione all’inchiesta che li ha investiti in seguito alle consultazioni regionali del novembre 2017. Ad Aprile 2018 ai fratelli Caputo era stata applicata la misura cautelare degli arresti domiciliari per il reato di attentato ai diritti politici dei cittadini. In pratica secondo l’accusa avrebbero ingannato gli elettori presentando Mario Caputo con la postilla «detto Salvino», facendo credere che il candidato non fosse Mario, bensì Salvino, più noto in quanto ex sindaco di Monreale ed ex parlamentare regionale. Gli arresti domiciliari applicati ai due fratelli, motivati dal «concreto ed attuale rischio che si attivino – grazie alle numerose ed influenti conoscenze che vantano a livello politico – per ostacolare l’andamento delle indagini in corso», erano poi stati revocati dal Tribunale del Riesame il 20 Aprile 2018. Il Tribun­ale per il Riesame aveva annullato il pr­ovvedimento del Trib­unale di Termini Ime­rese sia per la asso­luta mancanza dei gr­avi indizi di colpev­olezza che per il co­mportamento tenuto in campagna elettorale dai fratelli Capu­to e in particolare di Salvino che aveva da subito agito per ricercare i consensi per il fratello Ma­rio con manifestazio­ni pubbliche, comizi e riunioni in diver­si comuni della prov­incia. 

All’annullamento, la Procura di Termini si era appellata dinanzi alla Corte di Cassazione. Ma anche la Suprema Corte, a dicembre, aveva respinto il ricorso condividendo le richieste form­ulate dai difensori dei fratelli Caputo, gli Avvocati Raffae­le Bonsignore, Franc­esca Fucaloro e Nico­la Nocera. 

L’inchiesta aveva anche coinvolto gli ex coordinatori della Lega in Sicilia Alessandro Pagano e Angelo Attaguile, sollevati successivamente dai loro incarichi dai vertici del Carroccio.

Ma l’inchiesta, avviata dalla Procura di Termini Imerese, aveva riguardato anche tanti altri personaggi, che erano stati indagati per presunti scambi di favori in cambio di voti in occasione delle elezioni comunali di Termini Imerese. Si parla di posti di lavoro in aziende, in supermercati, aiuti per superare esami universitari o l’ammissione alla selezione per la facoltà di Scienze Infermieristiche.

L’inchiesta in questi mesi si è allargata fino a coinvolgere trentasette soggetti, tra i quali il sindaco di Termini Imerese, Francesco Giunta, l’ex assessore comunale di Termini Maria Loredana Bellavia, Benito Vercio, procacciatore di voti, finito ai domiciliari con i Caputo e poi rimesso in libertà. Ma a spiccare tra tutti oggi sono i nomi di due nuovi indagati eccellenti: l’assessore regionale al Territorio Totò Cordaro (Popolari e autonomisti) e il capogruppo all’ARS di “Diventerà Bellissima” (il Movimento del Presidente Nuccio Musumeci) Alessandro Aricò. L’iscrizione nel registro degli indagati sarebbe supportata, secondo i magistrati, da intercettazioni dei Carabinieri. Entrambi i politici dichiarano di non essere venuti a conoscenza della nuova indagine a loro carico.

Il GIP ha chiesto ulteriori sei mesi per acquisire altri elementi sui nuovi indagati, allungando quindi i termini di conclusione delle indagini per tutti gli indagati.

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