Corleone, 11 gennaio 2019 – Risale solo a pochi giorni fa la notizia che ha visto protagonista Lucia Riina, figlia del boss Totò Riina, morto in carcere il 17 novembre 2017. La 39enne corleonese ha recentemente avviato un ristorante a Parigi, non distante dall’Arc du Triomphe, dal nome “Corleone by Lucia Riina”.
La notizia apre una serie di riflessioni riguardo l’esportazione dei prodotti siciliani (e dell’immagine dei siciliani) all’estero, e sicuramente non è passata inosservata a Corleone. Ed è proprio Maurizio Pascucci, portavoce del Gruppo Consiliare di Minoranza del Comune di Corleone eletto nelle liste del M5S, che non senza un certo disappunto ha deciso di fare un appello affinché l’apertura di questo ristorante possa essere un trampolino di lancio per Corleone.
“Se a Parigi sono interessati a conoscere i corleonesi non è detto che debbano conoscere Riina – ha detto Pascucci -, possono conoscere i corleonesi onesti. Alla prima fiera enogastronomica ci invitino e verremo con alcuni prodotti per far degustare le nostre eccellenze alimentari. E se vogliono conoscere la vera Corleone noi li ospiteremo anche per far vedere la devastazione mafiosa che c’è a Corleone e per far conoscere tutte le persone oneste. Noi riteniamo sbagliata la scelta fatta dal Sindaco di Parigi, si poteva evitare di rilasciare quella licenza commerciale sapendo chi è Lucia Riina”.
“Se il Sindaco di Parigi Anne Hidalgo dà la possibilità alla figlia di un boss di dar voce ed immagine al paese di Corleone mediante la ristorazione, potrebbe benissimo far conoscere ai parigini la qualità del pomodoro siccagno, dei formaggi, della pasta, del miele e dei prodotti derivanti dalla lavorazione nelle terre confiscate alla mafia e magari ospitare delle scolaresche per far conoscere la storia di Bernardino Verro e Placido Rizzotto, vittime di mano mafiosa”.