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Lavoratori ex Tech ancora in attesa dell’assunzione. Fumata nera in assessorato

Monreale, 13 dicembre 2018 – Ormai da circa 3 anni sono tenuti con il fiato sospeso i 28 ex dipendenti della Tech, la società che per circa 10 mesi, nel 2015, si era aggiudicata il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani per il comune di Monreale, in seguito al fallimento dell’Alto Belice Ambiente SPA. Una vicenda lunga, sulla quale non è stata ancora messa la parola fine, e che continuerà certamente a forza di carte bollate e di udienze.

I lavoratori chiedono di essere assunti presso le società che di volta in volta subentrano nel servizio di gestione dei rifiuti appaltati dal comune di Monreale, in base all’art. 6 del CCNL FISE. La ditta Mirto di San Cipirello, che tuttora svolge il servizio, non ha dato seguito a questa richiesta, avanzata dai lavoratori, forti della sentenza di appello che aveva condannato la Ecogestioni, la società che, subentrata alla Tech, aveva deciso di non assumere questi lavoratori. Il giudice del lavoro, dott.ssa Paola Marino, con sentenza n. 1836/2016 pubblicata il 21/09/2016, aveva accolto in pieno il ricorso dei 28 ex dipendenti, dichiarando il loro diritto ad essere assunti dalla Ecogestioni S.r.l.. A questa sentenza si era appellata la Ecogestioni, ma anche la Corte di Appello, con sentenza n. 721 del 2018, del 30 luglio, aveva confermato il loro diritto all’assunzione, condannando la società di Bagheria a versare gli stipendi che i 28 lavoratori avrebbero dovuto percepire dal 16 dicembre 2015 al 16 agosto 2016, quando l’appalto era poi scaduto.

«Questa sentenza – spiega il loro legale, l’avvocato Francesco Saladino – dava ragione alla nostra richiesta di assunzione presso la ditta subentrata alla Tech nell’appalto». E secondo il legale, per deduzione, questo principio si sarebbe dovuto applicare a tutte le altre società subentranti nell’appalto.

L’avvocato Saladino, dopo una inutile diffida ad adempiere presentata alla Mirto, l’ha citata in Tribunale. L’udienza è prevista ad aprile.

Intanto, all’ultimo incontro tenutosi a novembre al dipartimento regionale del lavoro, presso l’assessorato alla famiglia, per dirimere la vertenza contro la ditta Mirto (che, pur convocata, non si è presentata), l’avvocato Filippo Buttà, in rappresentanza del comune di Monreale, ha evidenziato la totale estraneità dell’amministrazione comunale rispetto alle obbligazioni previste dall’art 6 del CCNL. 

Il comune di Monreale ha sempre inserito nel bando di gara solamente l’obbligo di assunzione del personale ex ATO, così come indicato nella legge regionale. I 28 lavoratori ex Tech, oltre a sostenere il diritto di assunzione presso la Mirto, hanno lamentato il mancato inserimento nel bando della clausola a loro favore. «La Corte d’Appello – spiega l’avvocato Filippo Buttà – non ha espresso quest’obbligo, tanto che il comune non è stato condannato al risarcimento del danno nei confronti di questi lavoratori». 

La Corte d’Appello chiarisce che tanto la norma della legge regionale che garantisce gli ex ATO quanto l’art. 6 del CCNL sono vincolanti “per la società appellante (Ecogestioni, ndr) e sono destinati inevitabilmente ad implementare i costi del servizio e a limitare le autonome scelte imprenditoriali in ordine alla selezione ed alla gestione del personale”. “Di questi vincoli l’odierna appellante avrebbe dovuto tenere conto” sia nel partecipare al bando che nel formulare l’offerta.

«Stiamo anche valutando – spiega ancora l’avvocato Saladino – la possibilità di presentare ricorso per Cassazione. Secondo una sentenza del Consiglio di Stato, l’apposizione della clausola sociale limita il diritto di impresa. La Corte d’Appello quindi avrebbe commesso un errore di diritto nel respingere l’appello incidentale».

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