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Un’area archeologica risalente all’Età del Bronzo. Clamorosa scoperta a Corleone

Monreale, 22 settembre 2018 – Chi lo ha detto che Corleone è solo terra di mafia? A smontare questa vecchia nomea e a tirar fuori dal sottosuolo una storia rimasta seppellita per troppo tempo è stato un ricercatore archeologo corleonese che dal 1991 ha avviato una campagna di scavi e con metodo scientifico ha riportato alla luce elementi che parlano chiaro. “Corleone è una delle terre più ricche di storia del Mediterraneo – afferma il ricercatore Angelo Vintaloro – perlopiù inedita, sulla quale aleggia un vuoto di conoscenza”.

Età del Bronzo (1.800-1.400 a.C.) e Culto dell’acqua delle Ninfe con Demetra (IV sec.a.C.)

Giorni fa, nel sito archeologico di Montagna Vecchia, è stato ritrovato un tunnel sotterraneo dedito al culto delle Ninfe, riconducibili a Demetra, del IV sec. a.C.. La scoperta è stata portata alla luce da Angelo Vintaloro insieme a Mario Orlando, un esperto di ambiente e territorio che da un anno lo affianca in questa nobile impresa. Nei pressi sono state rinvenute anche alcune sepolture dell’Età del Bronzo (XVIII sec. a.C.) a testimonianza della sacralità dell’area fin dalle epoche più remoteDi rilievo i resti di un tempio ellenistico-romano (III sec.a.C.) sito nel quartiere del S.S. Salvatore, nel pieno centro abitato di Corleone, dedicato al culto di Demetra. 

Su Montagna Vecchia sorgeva una città di cui non si conosce il nome, definita dagli studiosi “una delle metropoli della Sicilia antica”. In età storica sembra aver avuto un ruolo preminente, per la sua posizione di centralità e di dominio. Un’area che ha subìto le influenze antropiche provenienti da tutta l’area del Mediterraneo ed è stata caratterizzata dall’influenza dell’importante asse viario che collegava le due coste nord-sud della Sicilia, già inserito intorno al 2.100 a.C. nella prima importante via commerciale del Mediterraneo con la Cultura del Campaniforme che fu la prima a coprire l’Europa intera. Quest’importante via di collegamento diventò poi la famosa Via Consolare Aureliana nel periodo romano e Via Francigena in epoca medievale. 

Venne definita dall’Università di Bologna un “Unicum nel Mediterraneo”. Della città che sorgeva su Montagna Vecchia gli scavi e le ricerche archeologiche, condotte nel 1992, 1994 e 2000 dall’Archeoclub e dal Comune di Corleone, raccontano di una cinta muraria interna ed esterna e di alcuni edifici pubblici. E ancora di alcune tombe della necropoli e dell’imponente castello medioevale che si pone tra i più grandi d’Europa, posto in un’altura da cui domina il territorio fino al mare.

A quello di Montagna Vecchia, si aggiungono altri importanti siti che fanno da corollario come Pizzo Spolentino, Cozzo Ciccotta e Contrada Sant’Elena. Sono stati individuati circa 90 insediamenti nel territorio dell’Alto e Medio Belice-Corleonese con una massima concentrazione nelle aree di Pizzo Pietralunga, Rocca Busambra ovest e Corleone. Uno dei più belli e che si conserva ancor oggi in maniera stupefacente è quello di Cozzo Bisagna, le cui strutture emergenti ci portano la testimonianza di un grande sito bizantino e medievale. Questa parte è oggetto di una attuale attenzione scientifica particolare in quanto in questi ultimi mesi è stata evidenziata una fortissima presenza bizantina. Nell’area ci sono ben 7 città fortificate in 12 km in linea d’aria dall’estremità occidentale di Rocca Busambra a Monte Castellazzo di Campofiorito, passando da Montagna Vecchia di Corleone.

A testimonianza di qualche battaglia avvenuta in un periodo imprecisato nella pianura a valle di Piano di Scala, che costeggia il fiume a monte dell’abitato di Corleone, sono stati rinvenuti giavellotti e punte di frecce in metallo. Quindi sembra proprio di essere in un centro di snodo tra il Palermitano, il Trapanese e l’Agrigentino, dove insistevano i grandi insediamenti dell’entroterra siciliano. Infatti poco distante da lì si possono trovare gli insediamenti di Entella (Contessa Entellina), Makella (Marineo), Hippana o Hipana (Prizzi), Iaitai (San Giuseppe Jato) e quelli posizionati su Montagna Vecchia di Corleone, Pizzo Nicolosi sull’estremità occidentale di Rocca Busambra, Pizzo di Case sul versante orientale di Rocca Busambra.

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