Monreale, 25 agosto 2018 – “Capisco quando non ci sono soldi per realizzare opere pubbliche e per il recupero dei beni confiscati da destinare a pubbliche finalità o per servizi sociali o di edilizia abitativa, ma è inconcepibile che vi sono bandi pubblici e il comune non vi partecipa. Questo è un evidente segnale di ulteriore mancanza di programmazione da parte della Giunta di governo della Città, capace solo di gridare al dissesto e incapace di attrarre risorse regionali e comunitarie”.
Salvino Caputo segnala la mancata adesione di Monreale a un importante bando per il recupero di beni confiscati alla mafia e alle organizzazioni criminali. Negli anni 2017 e 2018 con due appositi bandi la Regione siciliana, utilizzando i finanziamenti comunitari del PO FESR aveva destinato per ogni progetto presentato la somma di 600 mila euro per recuperare edifici pubblici da destinare a finalità sociali e in particolare i confiscati alla mafia. Come è noto Monreale è tra i comuni che hanno fondato il Consorzio sviluppo e legalità proprio per gestire i beni confiscati alla mafia. E Monreale gestisce in assegnazione oltre 100 strutture.
“Peraltro la nostra Città -, ha continuato Salvino Caputo – era stata in via autonoma scelta dalla Regione, unitamente ad altri comuni Siciliani, tra i Comuni che potevano vantare una priorità in quanto dotati di una estensione territoriale e demografica diffusa e perché dotati di un programma strategico di sviluppo Pisu realizzato dalle passate amministrazioni. Nonostante tali condizioni estremamente favorevoli e privilegiate sembra che l’Amministrazione comunale, che peraltro si è dotata di una schiera di consulenti, non abbia presentato progetti né per la prima finestra che è scaduta nel 2017 né per quella già scaduta nel 2018.
La capacità programmatica di una classe politica si evince dall’abilità nel cercare risorse attingendo a finanziamenti pubblici, specialmente quando un comune è in pieno dissesto finanziario. Inauguriamo l’apertura di un cancello riciclato in pompa magna come se fosse un’importante opera pubblica e perdiamo oltre 1 milione e 200 mila euro che avrebbero assicurato lavoro e sviluppo economico e che avrebbero trasformato in beni utilizzabili immobili confiscati a Cosa Nostra. Bando che per altro era fatto su misura per Monreale. Paradossalmente non siamo capaci di prendere soldi anche se ci vengono offerti”.