L’itinerario Unesco di Palermo, Monreale e Cefalù potrebbe allargarsi. Ieri la conferenza di pilotaggio

L’itinerario arabo normanno di Palermo e le cattedrali di Cefalù e Monreale spegne tre candeline

Palermo 5 luglio 2018 – L’itinerario arabo normanno di Palermo e le cattedrali di Cefalù e Monreale spegne tre candeline. Ieri pomeriggio si è svolta la cerimonia per il terzo anniversario dell’iscrizione nella World Heritage List dell’Unesco.

Il convegno, nel corso del quale è stato fatto il punto sullo stato di fatto in cui si trova il percorso intrapreso dalle amministrazioni a quattro anni dal riconoscimento a Bonn, è stato aperto dal presidente dell’Parlamento Siciliano Gianfranco Miccichè e moderato dal direttore della fondazione Unesco Aurelio Angelini. A rappresentare la città di Monreale dentro la Sala Gialla di Palazzo dei Normanni c’erano il sindaco Piero Capizzi e don Nicola Gaglio, arciprete della Basilica Cattedrale di Monreale. Al termine del convegno si è svolta la lectio magistralis del professore Almagro tornato a Palermo quattro anni dopo la visita del 2014 che decretò l’inserimento dei nove monumenti nella lista dei beni patrimonio dell’umanità.

Altri cinque siti potrebbero entrare nel percorso arabo-normanno tra Palermo, Monreale e Cefalù dell’Unesco. Se ne è parlato a Palazzo Reale, nel corso di conferenza che il Comitato di Pilotaggio ha organizzato proprio in occasione del terzo anniversario dell’iscrizione al patrimonio Unesco. Quando venne costruito il dossier di candidatura per l’iscrizione nella World Heritage List Unesco del sito seriale “Palermo arabo-normanna e la cattedrali di Cefalù e Monreale, in provincia di Palermo furono censiti 22 siti (escludendo i ruderi), di cui soltanto nove con requisiti di idoneità necessari per essere dichiarati “patrimonio dell’umanità”. Sono quindi cinque i monumenti che “bussano” alla porta dell’Unesco, e il Castello a Mare è il primo della lista ed è quello che versa nelle condizioni migliori, anche perché ricade nell’area del porto, interessata da un importante intervento di recupero. Castello a Mare è seguito dal Palazzo di Maredolce,in condizioni precarie.

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