Monreale, 23 maggio 2018 – È ancora emergenza all’interno del cimitero di Monreale. Al deposito ci sono tantissime salme alle quali non è stata ancora data una degna sepoltura. Protestano i cittadini, costretti, per portare qualche fiore ai propri cari, a recarsi all’interno del deposito in cui sono conservate decine di bare.
Gli attivisti del gruppo Occupiamoci di Monreale e l’associazione Volontariato di Difesa Territoriale si sono recati presso il cimitero comunale, dopo le segnalazioni di iscritti al gruppo Facebook e di cittadini monrealesi. Dentro i locali del deposito hanno potuto prendere visione di centinaia di salme in attesa di essere tumulate. «Le immagini fornite da alcuni parenti dei defunti parlano da sole. È indescrivibile la sensazione di disgusto e di rabbia – spiega Benedetto Madonia, amministratore di Occupiamoci di Monreale – quando si accede nei luoghi. Bisogna garantire il rispetto ed il riposo dei nostri cari e l’igiene pubblica. È ovvio che in tale stato non sussistono le condizioni idonee per mantenere lì, da anni, le salme».
Madonia si chiede, inoltre, se siano stati effettuati i dovuti accertamenti e le opportune analisi sulle salme in relazione alla natura del decesso, al fine di separare le eventuali salme potenzialmente infettive. «È legittimo chiedersi perché non si riesca a dare una degna sepoltura alle salme – afferma -, quando per altre situazioni ci sono somme e interventi tempestivi? Secondo noi – continua Madonia -, un ambiente così non è idoneo, perché non soddisfa gli standard qualitativi del regolamento nazionale di polizia mortuaria».
«Inoltre, bisogna considerare, secondo l’amministratore di Occupiamoci di Monreale, altre caratteristiche quali la temperatura che non è costante (e, magari, manca pure un impianto adeguato di condizionamento) perchè la porta è sempre aperta a causa del continuo via vai di parenti, di chiunque i quali, persi dentro ai fatti loro, magari inconsciamente, smoccolano, sacramentano e “smadonnano”, non curanti della sacralità del luogo. C’è rumore, spesso si sviluppa un olezzo fetido, e il personale di servizio, per ovvie carenze dell’organico, non può assicurare la sorveglianza continua, attendendo contemporaneamente alle proprie mansioni; ci sono, insomma, situazioni abbastanza scabrose, da nausea violenta, almeno per chi vuole visitare la salma. Per questi motivi di fondo, ad ogni modo, la struttura non può proprio essere utilizzata per assolvere le funzioni per le quali è stata destinata, anche perché necessiterebbe un edificio in cui siano presenti più locali, di diversa, e specializzata, destinazione».
Madonia si chiede perché a livello politico non si interviene e a chi si deve imputare tutto questo scandalo. «I politici locali – dice – che in questo periodo appaiono interessati ad ogni cosa e ad ogni luogo, svegliatisi da un lungo letargo, perché non si occupano dei problemi seri e reali della collettività? Non lasceremo nulla in sospeso».





