Monreale, 16 aprile 2018 – Da una parte la richiesta dei cittadini al Consiglio comunale monrealese affinché approvi il progetto di riordino dei confini territoriali, che prevede la loro annessione al comune di San Giuseppe Jato, dall’altra il muro dell’amministrazione comunale di Monreale. “Un Comune non può permettersi di perdere patrimonio e il territorio è un patrimonio. Il consiglio comunale si pronunci come crede, ma non siamo disponibili a cedere territorio a nessuno. Monreale non è terra di conquista”, ha detto l’assessore al Patrimonio Santo D’Alcamo.
La richiesta dei cittadini residenti e non delle contrade di Dammusi, Signora, Bommarito e Ginestra
confinanti con San Giuseppe Jato nasce perché non vogliono pagare il dissesto finanziario del comune di Monreale. Inoltre, dopo aver ricevuto le cartelle esattoriali relative al tributo della Tari 2013/2017 non intendono pagare un’imposta sui rifiuti su un servizio non ricevuto. Così, il Comitato e i cittadini hanno deciso di intraprendere una contestazione formale ed unitaria contro le richieste di pagamento.
“Chi vive in questo territorio – ha risposto D’Alcamo – solo perché arrivano i tributi da pagare, non può sentirsi legittimato a farsi cancellare dal comune di Monreale, anche perché vanno pagati sia se risiedi a Monreale, sia se risiedi a San Giuseppe Jato. Un tributo come quello della Tari prevede un’autodenuncia e va pagato in misura ai metri quadrati, al numero degli abitanti nell’immobile, pertanto non credo che il comune di San Giuseppe Jato sia esentato dall’emettere cartelle per i rifiuti”.
Per quanto riguarda il disagio per effettuare il pagamento dei tributi e per la raccolta dei rifiuti, D’Alcamo manifesta l’intenzione di venire incontro ai cittadini attivando delle convenzioni con il Comune di San Giuseppe Jato, così come avviene per Corleone e Ficuzza. “Si può stipulare una convenzione con gli uffici comunali per dare la possibilità di pagamento dei tributi ed accedere ad altri servizi nel comune vicino”. Per quanto riguarda l’effettivo servizio e il pagamento della Tari, va preso in esame per chi si trova in area extraurbana. “Laddove si possa dimostrare l’effettivo conferimento degli utenti presso il comune di San Giuseppe Jato si può avviare un ragionamento relativo alla compensazione e può essere oggetto di discussione tra i due comuni”.
Per D’Alcamo alla base della richiesta del passaggio da un comune all’altro si nasconde più una questione politica e non degli effettivi vantaggi per i cittadini monrealesi. “I benefici non ci sono. Tari e Imu vanno pagati comunque – spiega l’assessore al ramo -. Urbanizzazione dell’area? È un fatto molto relativo perché essendo una contrada agricola tra l’altro sita in posti dove sorgono sorgenti è vincolata, quindi non si può variare il territorio o modificarlo e non tutto può diventare area urbanistica”.
“Nelle contrade limitrofe al territorio jatino – spiega D’Alcamo – il comune di Monreale possiede delle risorse idriche che non siamo disposti a cedere. “Abbiamo già dato la possibilità di avere l’acqua agli abitanti ad una cifra nettamente inferiore rispetto a quanto pagherebbero con il comune verso cui chiedono il passaggio, ammesso che riuscirebbe ad erogarla. Quindi non trarrebbero un beneficio ma una difficoltà e un aumento della tariffa, perché San Giuseppe è servito da Amap, mentre noi abbiamo la nostra rete e non è cedibile”.